Il Tirreno

Livorno

PERCHÉ SÌ

Dissacrante ma bello

Edoardo Barabino

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C'è solo un reparto negli ospedali dove non si respira l'atmosfera di sofferenza e noia, un reparto dove l'attesa per il passo è quasi impazienza e dove i volti sono più distesi e gioiosi quando escono rispetto a quando entrano.  Andare a vedere un neonato, che sia figlio, fratello o sorella, cugino o nipote, toglie ogni risentimento per i muri troppo sporchi, o forse testimoni di tanta gioia (e del protagonismo livornese).  Non saranno pezzi di letteratura o dediche da poeti ispirate dal pargoletto appena nato. Anche se cercando, non è difficile trovare qualche frase "da livornese": dissacrante e un po' ignorante ("c'ha du gote sembra un bulldog" o "finalmente è nato. Alleluia", solo due esempi).  Purtroppo questa moda si è degradata in scrittacce disordinate e confuse, in brutte e smisurate lettere cubitali. Il divieto per questa vecchia abitudine molto cittadina, ora che il reparto viene trasferito nel nuovo padiglione (coi muri tinti di fresco), pare inevitabile.  Anche se resta la nostalgia di aver tolto a questo reparto, diverso da ogni altro nell'ospedale, un pezzetto di eccezionalità. Rendendo (almeno nelle intenzioni) il Nido di Livorno come quello di ogni altro policlinico, anonimo.

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