Il Tirreno

Livorno

Il perito: «La Jeep viaggiava a 60 all’ora in viale Boccaccio»

Investì un pedone e non si fermò il processo per omicidio colposo

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 LIVORNO. «Al momento dell'impatto che ha ucciso il pedone, la jeep andava ad una velocità stimabile in circa 60 chilometri orari». Ecco quello che ha sostenuto ieri in tribunale l'ingegner Domenico Trovato, perito del tribunale in merito all'incidente che costò la vita ad un algerino di 37 anni, Abdelmountaleb Zine, investito e ucciso sul colpo in viale Boccaccio la sera di 20 novembre 2006 dalla Jeep Cherokee condotta da Karim Franza, 40 anni. Franza non si fermo dopo l'urto per poi presentarsi in seguito alla polstrada, e quando venne sottoposto agli esami, risultò positivo ai cannabinoidi. Ieri davanti al giudice Antonio Del Forno una nuova udienza del processo per omicidio colposo e omissione di soccorso. L'ingegner Trovato ha spiegato che considerando i danni dell'urto sull'auto di Franza e le sue caratteristiche, in particolare il muso alto circa un metro, usando alcuni modelli sperimentali. si può calcolare che la jeep viaggiasse a circa 60 all'ora. Poi ha deposto la dottoressa Daniela Costalli, che ha riferito come nelle analisi fatte il 28 novembre del 2006, Franza risultò negativo ai cannabinoidi.

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