Italia
False nozze, prostituzione vera
Domenico Tani
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La porta dingresso di una casa di appuntamenti (foto darchivio) Denunciata una sudamericana di 32 anni che abita a Livorno
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LIVORNO. Una maitresse dominicana di 32 anni abitante nella nostra città è stata denunciata insieme a una donna - anch'essa proveniente da Santo Domingo e anch'essa trentaduenne, residente a Pisa - perché coinvolta in un giro di falsi matrimoni tra l'Italia e il Sudamerica che portava ad alimentare un giro di prostituzione. L'operazione è stata condotta a termine a Lucca dalla squadra mobile della polizia. L'accusa della polizia è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, falso in atto pubblico e sfruttamento della prostituzione anche a Pisa e Livorno, dove risiedevano due presunte maitresses dominicane di 32 anni, denunciate insieme a due falsi mariti torinesi di 31 e 52 anni. L'indagine ha preso il via da esposti di condomini di due appartamenti situati a Lucca, l'uno nel centro storico e l'altro nella zona di S. Anna. In entrambi gli esposti i cittadini segnalavano la presenza di avvenenti sudamericane che si avvicendavano a cadenza mensile nell'occupare i due appartamenti insieme ad altre loro concittadine, facendo il possibile per evitare di farsi notare dai condomini. Per la polizia non c'è dubbio che si trattava di case di appuntamento, anche se gli inquirenti non sono arrivati ancora ad appurare se le belle sudamericane sono sfruttate da qualcuno che le costringe a versare parte dei ricavati. Dopo gli esposti gli investigatori hanno effettuato una serie di controlli sulle due case, individuando i frequentatori che successivamente sono stati convocati in questura. Di fronte alle contestazioni della polizia, hanno ammesso di essere entrati in contatto con le ragazze attraverso annunci. I prezzi per le prestazioni oscillavano dai 50 ai 100 euro. L'attività investigativa ha permesso di risalire ad una 26enne originaria della Repubblica dominicana, madre di un bimbo in tenera età lasciato ai nonni in patria affinchè lo accudissero. La giovane sarebbe stata contattata da una conoscente che le ha offerto di stipulare un matrimonio di conveninza con un italiano, per ottenere il permesso di soggiorno e poter lavorare nel nostro Paese. Spinta dalla necessità, la donna ha accettato ed è arrivata a Torino dal marito che però non l'ha accettata in casa. Per restituire i 12mila euro che doveva all'intermediaria la donna ha cominciato a prostituirsi a Torino, poi è arrivata a Lucca. Dopo il blitz la polizia l'ha convinta a denunciare i suoi sfruttatori, assicurandole protezione in un centro di accoglienza.
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