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Natalia e il suo carnefice
Lara Loreti
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In alto larresto di Pelliccia da parte della polizia in via Gherardi del Testa lo scorso 15 aprile Dimessa dall'ospedale, scrive al suo ex fidanzato
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LIVORNO. È uscita dall'ospedale Versilia, ha ripreso a camminare. Ed è tornata a Livorno, la città dove è quasi morta, sotto i colpi spietati del suo ex fidanzato. Natalia Kunianova, massacrata ad aprile da Raffaele Pelliccia, tutt'ora in carcere per tentato omicidio, prova a cominciare una nuova vita. La giovane russa, 29 anni, sta meglio, anche se porta sul corpo e nell'anima i segni dell'aggressione. La testa avvolta da un lungo foulard, a coprire il capo, senza capelli, e l'orecchio mozzato da lui con un coltello a seghetta. Sotto la maglietta, a girocollo, si intravede il segno della profonda cicatrice dovuta a una delle operazioni subite al Versilia a Lido di Camaiore. È più in carne rispetto a quando era ricoverata in ospedale: un po' ingrassata non tanto perché ora mangia di più quanto per i farmaci che le provocano gonfiore. Il passo è incerto. Il volto provato, ma più sereno rispetto a qualche mese fa. «Mi sento meglio, ho preso qualche chilo - dice con un sorriso amaro stampato sul volto - Sto seguendo la cura e sto aspettando di essere operata all'orecchio». A fine mese infatti la ragazza sarà sottoposta a una delicata operazione nell'ospedale di Livorno. «Sto ricominciando a vivere - dice timidamente - Sono invalida, ma sopravvivo. Sto con mia madre in parrocchia, tiriamo avanti, anche se è dura». Ora l'aspetta un periodo difficile: reinserirsi nella vita quotidiana, dopo un mese di coma e cinque di ricovero in ospedale; l'intervento, poi il processo. «Cerco di affrontare una cosa alla volta - dice la ragazza - dopo l'operazione dovrò seguire la vicenda giudiziaria ed è questo l'aspetto che mi preoccupa di più». Almeno una cosa, per il momento, sembra sistemata: il permesso di soggiorno. Ieri mattina Natalia e sua madre si sono recate in questura per rinnovare i documenti per rimanere in Italia e i permessi sono stati accordati per motivi sanitari. Ad accompagnarle c'era anche Gaetano, il padre di di Raffaele Pelliccia. Le due famiglie ora si sono ravvicinate. Dopo il gelo iniziale, conseguente alla terribile aggressione subita, Natalia ha ripreso i contatti con i genitori di Raffaele, Anna e Gaetano. E un primo, pur flebile, rapporto si è ristabilito anche tra la vittima e il carnefice. La giovane russa infatti ha scritto delle lettere al suo ex, che a sua volta le aveva inviato un biglietto di auguri in occasione del suo compleanno. E ora lei pensa alla possibilità di andare a trovarlo a Sollicciano. «Ci siamo parlati tramite lettera - spiega lei - Non so cosa gli sia saltato in testa, ancora non riesco a capire. La gelosia folle, la violenza... ora spero che siano acqua passata». I sentimenti sono contrastanti. «Non pensavo di riuscire a perdonarlo - dice Natalia tra le lacrime - Ma il rancore ora nel mio cuore fa spazio a un sentimento più positivo: la voglia di continuare a vivere mi rende felice e mi permette di guardare Raffaele con occhi diversi, più inclini al perdono». Sono stati gli stessi coniugi Pelliccia, assistiti dall'avvocato Mario Galdieri, a riallacciare i rapporti con la ragazza, che tramite il Tirreno aveva chiesto loro aiuto per andare avanti. «Non ho casa né occupazione - dice Natalia - Non posso muovere una mano, non ho un orecchio e cammino male. Non posso certo lavorare in queste condizioni». Lo afferma con profonda amarezza, lei che nella vita si è sempre rimboccata le maniche. Che non ancora ventenne ha fatto la valigia ed è partita alla volta del "Bel Paese" e di quello che credeva un bel mondo. Un bel mondo che per poco, quella vita, non gliel'ha tolta. Ma Natalia, giovane dell'Est dalle sette vite, ora avverte una nuova energia e ha voglia di ricominciare. Anche grazie agli affetti: la madre, le amiche e chiunque è disposto ad aiutarla. «Una volta che avrò sistemato tutto, la salute e la parte giudiziaria, tornerò in Russia con mia madre - dice - Non so ancora quando accadrà, ma spero presto».
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