Ha con sé un cellulare rubato a una studentessa: denunciato
Magrebino dorme sulle scale del palazzo dell'avvocato difensore
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Gli Scali DAzeglio 1 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Si addormenta tra i cartoni nell'androne del palazzo del suo avvocato difensore. «Domani mattina devo vederlo, tanto vale stare qui». Così s'è giustificato un marocchino di 35 anni che domenica mattina è stato controllato dalle volanti della polizia, allertate dai residenti di un condominio sugli Scali D'Azeglio. Ma non è tutto, il nordafricano, senzafissadimora e clandestino, all'arrivo degli agenti giocherellava con un cellulare. I poliziotti, durante il controllo, hanno preso il telefonino per vedere se fosse del giovane o non. E hanno notato subito un'anomalia: tra i messaggi ricevuti ce n'era uno che destava sospetto. E iniziava con le parole: «Ciao sorellina...». Il sospetto era che il cellulare fosse rubato. La polizia a quel punto ha contattato il mittente e a quel numero ha risposto una ragazzina, che ha confermato che sua sorella, ventenne di Lanciano (Chieti), qualche giorno prima aveva subito il furto del telefonino. La ragazza, studentessa all'università di Pisa, era stata borseggiata mentre si trovava a bordo del bus 1, a Livorno. Il cellulare a quel punto è stato sequestrato e riconsegnato alla proprietaria, mentre il magrebino è stato denunciato per ricettazione e per la legge Bossi-Fini sull'immigrazione. l.l.
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