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Fusione Bce, convocata l'assemblea decisiva
Il comitato accusa: fatte firmare deleghe in bianco. La banca: falso
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LIVORNO. Fusione della Banca della Costa Etrusca: si entra nella fase cruciale. E' stata convocata l'assemblea straordinaria nella quale i soci saranno chiamati ad esprimersi sul progetto di fusione della banca con Banca Cras Credito Cooperativo di Chianciano Terme e Sovicille. L'assemblea si svolgerà l'11 novembre alle 19 all'auditorium della Camera di Commercio. Il clima è già da campagna elettorale, con gli opposti schieramenti che cercano di accaparrarsi voti. E si registra una durissima polemica del Comitato Amaranto Sergio Corti, costituitosi per opporsi alla fusione: «Alcuni soci ci hanno segnalato che il personale della banca, allo sportello o per telefono, cerca di convincere i soci a firmare deleghe in bianco per l'assemblea di fusione. «Ai soci viene chiesto di passare in banca a firmare la delega, "a meno che non voglia partecipare - viene detto - così acquisiamo un voto per la fusione». Da qui l'invito del comitaato ai soci «a non firmare deleghe in bianco» e la denuncia «di un comportamento eticamente scorretto». La banca, da parte sua, smentisce il Comitato Amaranto. «Sono provocazioni a cui non varrebbe neppure la pena di rispondere - dice il direttore generale Andrea Giani - La delega si dà ad un altro socio, non alla banca. Vero è che la banca, come da statuto, deve autenticarla, con firma del direttore generale, del presidente o del vice e di due dirigenti». Il quorum per la validità dell'assemblea è un terzo dei soci, che sono 1300, in prima convocazione e un quinto in seconda. Quindi sarà sufficiente la presenza di 260 soci. Per passare, la fusione deve essere approvata da almeno il 50% dei presenti, deleghe comprese. E ciascun presente può presentare tre deleghe e quindi votare per quattro soci. Una partita, dunque, che si deciderà soprattutto sulle deleghe. (cri.me.)
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