Il presidio
«Da gennaio diminuiremo i bus»
Fontana (Atl) conferma l'allarme: cento esuberi e meno corse
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LIVORNO. «Se i tagli sono quelli, la cifra è esatta: un centinaio di esuberi». Alfredo Fontana, presidente dell'Atl, non smorza l'allarme lanciato dai sindacati per i tagli ai finanziamenti regionali per il trasporto pubblico locale. Anzi: «Se si considera che in tutta Italia gli esuberi dovrebbero essere non meno di 20mila, credo che serva una grande mobilitazione da parte di tutti». I tagli riguardano il 2011 e avranno effetti sui servizi a partire dal 1º gennaio. «Ancora non possiamo quantificarli ma la settimana prossima, il 14, la Regione incontrerà le aziende di trasporto locale per dettagliare la situazione. E allora sapremo di quanto dovremo fare a meno l'anno prossimo». Attualmente l'Atl per le corse dei bus riceve dalla Regione 18 milioni di euro: tagliare il contributo del 20-25%, l'ipotesi più realistica, equivarrebbe a 4 milioni di euro in meno. «Inutile nascondersi dietro un dito - spiega il presidente dell'Atl - Il 65-70% dei costi è dovuto al personale ed è dunque sul personale che dovremo incidere, mandando a casa un po' di lavoratori». 70 autisti e 20 impiegati? «Ripeto, non possiamo ancora dare numeri. Ma se sarà confermato il taglio del 20%, visto che all'Atl siamo 470, si fa presto a dire 100». Fra l'altro, «l'azienda è alle prese anche con il costo del nuovo contratto di lavoro, che per la prima volta è totalmente a nostro carico». Evidente che, con 4 milioni di euro in meno, «non potremo garantire l'attuale standard del servizio». Fontana fa un esempio: «Sulla linea 1 manteniamo cinque macchine per avere una frequenza di 7 minuti. Ecco, vorrà dire che ne metteremo tre. Ma così si innesca una spirale, perchè peggiorando il servizio diminuiranno i passeggeri e l'incasso». En passant, l'Atl incassa per biglietti e abbonamenti 7 milioni l'anno. E allora? «Ci diano tempo per dimensionarci secondo il nuovo budget. Nei cinque anni trascorsi siamo scesi da 570 a 470 dipendenti. Ma in due mesi di tempo non si può fare niente». C.M.
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