Il Tirreno

Livorno

Ma si pensa ai bus a chiamata

Roberto Riu

Sperimentazione in via Goito: se ne è discusso al Lem

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 LIVORNO. Accanto al consueto trasporto pubblico con linee ed orari fissi di autobus si sta diffondendo in Europa servizio bus a chiamata (Demand Responsive Transport Services)) atto ad integrare l'offerta rivolta alla cittadinanza: un servizio in grado perciò di coprire zone a bassa densità di popolazione, fasce orarie poco richieste e venire incontro a specifiche categorie di utenti. Di questo si è parlato nel corso del convegno internazionale svoltosi ieri nei locali del Lem con la presenza di relatori provenienti da sette paesi d'Europa (Italia, Austria, Regno Unito, Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) a cui facevano capo undici partners fra aziende di trasporto, università ed enti no-profit impegnati nel Progetto Flipper. «Questo tipo di servizio flessibile a chiamata, ovvero il ProntoBus - spiega Alfredo Fontana, presidente di ATL - è attivo con successo già da dieci anni nella provincia di Livorno, allineando sette veicoli tipo Minibus di cui tre sul territorio comunale e servendo un centinaio di persone al giorno». L'incontro al Lem è servito per illustrare le varie proposte (Bologna, Kastoria, Formentera, Defereggenthal, etc.), compreso uno studio di fattibilità avviato dall'Atl. «Nell'ambito del progetto Flipper - chiarisce l'ing.Bastogi dell'Atl - la nostra azienda ha puntato l'attenzione sulla zona di via Goito in quanto solo lambita dalle linee tradizionali, a fronte di circa seimila utenti potenziali, sottoponendo ad un campione di quasi un migliaio di residenti un questionario per capirne le esigenze. Dall'indagine è scaturito che un 50% già utilizza l'autobus, mentre un altro 25% è interessato a sperimentare servizio flessibile: si tratta ora di valutare i costi per l'attuazione di nuovi servizi che però al momento si scontra con i tagli in atto sui trasporti pubblici». Un tema, quello del rapporto fra tagli e flessibilità che è stato ripreso anche dall'assessore Mauro Bettini: «Livorno - precisa Bettini - è partita ben dieci anni fa con questo tipo di servizi. La tendenza sarà quella di incrementarli a fronte dei tagli imposti dalla Finanziaria con una razionalizzazione del trasporto attraverso la domanda flessibile».

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