Il Tirreno

Livorno

Ospedale. «Ma il sindaco garantisca l’informazione sul referendum»

Il comitato: va bene il voto ai sedicenni e agli stranieri

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  LIVORNO. Il comitato per il referendum, sceso in campo contro la localizzazione a Montenero del nuovo ospedale, non si oppone all'allargamento del voto ai sedicenni e agli stranieri residenti, come invece hanno fatto altri movimenti e alcuni gruppi politici.  «Lasciamo le interpretazioni tecniche - dice la portavoce Francesca Pritoni - a chi di dovere e accogliamo con soddisfazione la partecipazione di sedicenni e stranieri, perché siamo nati nel nome della partecipazione e del protagonismo dei cittadini, e intendiamo andare avanti così. Certo, l'improvviso interesse dell'amministrazione per l'opinione di sedicenni e stranieri, quando finora era stato scarso anche quello per l'opinione dei maggiorenni, desta qualche -crediamo legittima- perplessità, ma noi andiamo avanti rimettendoci alle regole».  In merito al dimezzamento dei seggi, i referendari spiegano «che la cosa importante è che gli elettori possano recarsi a votare nel luogo in cui vanno abitualmente per le altre consultazioni. Una comunicazione di un cambio di sede rischierebbe di non raggiungere tutti o di non essere recepita, mettendo a rischio la partecipazione, di cui l'amministrazione è garante».  Il comitato che ha conquistato il referendum del 28 novembre pone tre questioni all'attenzione dei livornesi. «Al sindaco chiediamo - sottolinea la portavoce - che l'informazione sia equa nel merito della questione: dovrà esserci uno spazio adeguato e paritario per permettere ai cittadini di formarsi un'opinione; il voto più partecipato possibile: ogni singolo voto avrà valore, perché comunque la delibera sarà ridiscussa in consiglio comunale; l'informazione sul referendum: garantire che più livornesi possibile sappiano che hanno il diritto di esprimersi. Mettere due cartelli davanti al Comune è diverso che mettere le affissioni in tutti i luoghi in cui si mettono di solito per le altre elezioni».

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