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«Impugnava un'arma vera»
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I carabinieri conducono le indagini sulla rapina «Ho visto bene, era a pochi passi da me mi è sembrata una semiautomatica»
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LIVORNO. «Io ero di spalle, stavo spazzando per terra. Ho sentito qualcuno che diceva "È una rapina, fuori i soldi". Credevo fosse una battuta, a volte vengono degli amici in chiusura e scherzano un po' con noi. Ma quando mi sono girata e ho visto quell'omone tutto nero, mi si è gelato il sangue». È ancora scossa Carla Barbetti, contitolare della tabaccheria sugli Scali del Pontino quando, pochi minuti dopo la rapina, racconta la terribile esperienza vissuta ieri sera. «Io ero vicina all'ingresso e lui era a pochi centimetri da me e mio marito - spiega la donna - Per fortuna mio fratello è stato bravo e ha saputo gestire la situazione con freddezza». È stato Daniele Barbetti a consegnare i soldi al malvivente. «Credo che lui si aspettasse un bottino più ricco - dice il tabaccaio - Oggi (ieri ndr) è martedì e si gioca il superenalotto e l'incasso poteva essere maggiore. Ma non è venuta molta gente e c'erano solo 400 euro». Barbetti, con sangue freddo, ha spiegato al bandito di non avere altri soldi: «La pistola sembrava vera, era di metallo, credo una semiautomatica. Io ho cercato di non andare nel pallone e gli ho detto che non avevo altro: lui era contrariato, ma si è reso conto che dicevo la verità, così è sparito». La paura è stata tanta. «A ripensarci dopo, mi viene la pelle d'oca», dice Carla, che poi sdrammatizza un po' e aggiunge: «Quell'uomo non aveva un centimetro di pelle scoperta, sembrava un personaggio da film: tutto in tinta, con vestiti nuovi, un tipo da vetrina insomma». L.L.
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