Marco Cannito sul referendum dellospedale
Cosimi e Lamberti s'inventano meriti
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Lamberti e Cosimi insieme alla festa del Pd 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Altro che risultati politici strappati all'amministrazione: sono solo obblighi sanciti dal regolamento del Comune sugli istituti di partecipazione». Così il capogruppo di "Città diversa" Marco Cannito si rivolge all'ex sindaco Gianfranco Lamberti in riferimento alla questione del referendum sull'ospedale, e nello specifico alla pubblicizzazione e alla discussione dell'esito referendario in consiglio: «Tutte cose previste dal regolamento». Cannito critica anche l'attuale sindaco Cosimi, perché la sua amministrazione aggiungerebbe «ulteriori ostacoli» alla riuscita del referendum. «Non è accettabile - dice il consigliere - che i seggi elettorali vengano quasi dimezzati con la scusa di ridurre i costi. Le risorse finanziarie necessarie ci sono, quantomeno per mantenere tutti gli edifici sede di votazione. Infine è paradossale che si voglia alzare il numero degli aventi diritto facendo votare sedicenni e stranieri che sono attualmente esclusi dal voto politico e barattando questo come una vittoria della partecipazione contro le discriminazioni». Per Cannito, infatti, la normativa sul referendum va analizzata da diverse angolazioni, dal momento che il regolamento comunale «rinvia nelle norme finali alla legislazione nazionale che come è noto prevede il voto solo a partire dal 18º anno di età e non agli stranieri (e me ne dispiace)». L'esponente di "Città diversa" ricorda che mai in passato le amministrazioni comunali livornesi hanno sentito «la necessità di consultare questi cittadini, e magari anche tutti gli altri, con gli strumenti (sondaggi e percorsi partecipativi) previsti dallo Statuto comunale e dalla legislazione regionale, su questioni altrettanto importanti quali discariche, biomasse e cementificazione». «Peraltro - conclude Cannito - se davvero si ritiene importante conoscere l'orientamento referendario anche dei più giovani e degli stranieri, si potrebbero prevedere seggi dedicati a questi votanti, che è previsto siano inseriti in una speciale lista elettorale, senza però far pesare il loro numero sulla validità del quorum».
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