Il Tirreno

Livorno

L’INTERVENTO

In dieci anni abbiamo dimezzato i dirigenti comunali

Alessandro Cosimi   sindaco di Livorno

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Sulla vicenda "rottamazione" dei dirigenti del Comune di Livorno ho l'impressione che ci sia bisogno di fare il punto e spiegare bene come stanno le cose.  La possibilità di anticipare l'andata in pensione, di non più di due anni, per i dirigenti comunali, è stata stabilita dodici anni fa in un accordo tra tutte le organizzazioni sindacali e l'Ente, sulla base del Contratto collettivo nazionale di allora, ancora vigente.  Questa amministrazione comunale ha deciso di porre fine a questo accordo, con propria scelta, a partire dal 30 settembre prossimo.  Riteniamo di aver raggiunto, pur in presenza dell'aumento delle funzioni attribuite ai Comuni, il giusto rapporto tra dirigenti e personale totale, attuando una riorganizzazione interna coniugata ad un consistente risparmio nella spesa di personale.  Infatti, se nel 2000 i dirigenti erano 45, oggi sono 22; nel 2005, un anno dopo il mio insediamento, li riducemmo già a 35.  Ci appare ben buffo, quindi, che rimproverino proprio noi, cioè coloro che hanno posto fine a questo meccanismo, che pure ha dato risultati positivi.  "Rottamazione" vuol dire anticipare l'importo della paga-base, escludendo, quindi, i premi di produttività e quant'altro, per i mesi che mancano alla data della pensione.  Indubbiamente ciò porta alla determinazione di cifre che hanno una loro rilevanza e un forte impatto, ma che, se i dirigenti fossero rimasti in ruolo per tutti mesi di servizio rimanenti, sarebbero state complessivamente ben più consistenti, in quanto ad esse andavano aggiunti la "produttività" e altri istituti simili.  Tutto questo non tocca assolutamente nessun diritto degli altri dipendenti comunali. La decisione di bloccare il contratto per tre anni e di allungare l'età per andare in pensione non è certo stata fatta da questa amministrazione comunale, bensì dal Governo nazionale.  Voglio ricordare che con questo Governo tutti i Comuni italiani hanno aperto una "vertenza" contro i drammatici tagli che colpiranno i servizi, la possibilità di assumere personale e di formarlo adeguatamente, e molto altro.  I dirigenti sono una parte fondamentale della macchina comunale, sono arrivati a quel ruolo grazie a concorsi e percorsi che ne hanno valutato le capacità ed il merito, si sono assunti le loro responsabilità e hanno assolto al loro dovere con impegno, e di questo l'amministrazione comunale ne è consapevole.  Ciò non toglie che, lo voglio ribadire, abbiamo deciso di chiudere questo istituto contrattuale, che oggi appare quantomeno anacronistico.

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