Il Tirreno

Livorno

Bolognesi punta su Cosimi e Ruggeri

Andrea Lazzeri
Marida Bolognesi e un momento della conferenza stampa tenuta alla federazione del partito democratico
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Marida Bolognesi e un momento della conferenza stampa tenuta alla federazione del partito democratico

«Kutufà contro l'unità del partito», «Bersaniani divisi, serve una nuova maggioranza»

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 LIVORNO. Marida Bolognesi vuole sparigliare le carte nel Pd. Propone un'alleanza al gruppo dei bersaniani che si erano detti disponibili a fare un congresso unitario. Sostiene che ormai la mozione del segretario è spaccata in tre: una parte sostiene Filippo di Rocca al vertice della federazione, un'altra Fenzi e una terza Tramonti al comunale. Il gruppo Bolognesi-Baldi vede lo spazio per ribaltare i rapporti di forza usciti dal vecchio congresso, dove la formazione dei franceschiniani conquistò il 39% delle preferenze e i bersaniani sfiorarono di poco la metà.  Se questa strada non sarà percorribile - spiega l'ex deputata - «io sarò condidata alla segreteria provinciale e altri rappresentanti di Area democratica si metteranno in corsa per tutti i livelli dirigenti possibili», da quello comunale ai circoli. Insomma, sarà una conta fino all'ultima preferenza. «Ora il cerino resta in mano a chi mi aveva proposto di mettermi a disposizione per la segreteria comunale», commenta. Chi sono i democratici che rischiano di scottarsi le dita? Presto detto: «Di Rocco, Ruggeri, Filippi, Cosimi e Cantù». Perché - secondo la ricostruzione della Bolognesi - tutto nasce da lì: «Mi chiesero di dare la disponibilità, ma io non ero convinta. Alla fine riuscirono a strapparmi un "ci penso"». Ed è bastato quel pensiero a scatenare un putiferio nelle logiche del partito democratico livornese. Con candido stupore, Marida Bolognesi esclama: «Non avrei mai pensato che il mio nome provocasse divisione. Non ho mai chiesto nulla, mai ricevuto nulla, non devo ringraziare nessuno. Ho sempre sostenuto un rinnovamento della politica ben sapendo che l'età anagrafica non basta, ci sono giovani che hanno metodi vecchi e sponsor pesanti». Chiosa Gino Baldi: «Qualcuno è guidato come una marionetta». L'accusa è ai «Palazzi dell'amministrazione» e in particolare a chi manovra dietro dietro le quinte. Dietro domanda a rivelare almeno un nome, Marida Bolognesi alla fine e controvoglia lo pronuncia: «Kutufà». Insomma, il presidente della Provincia lavora contro l'unità del Pd e spacca la maggioranza bersaniana che rischia ora di non essere più tale. Per svolgere queste riflessioni, la responsabile di Area democratica ha convocato una conferenza stampa nel saloncino della federazione e allo stesso tavolo si sono seduti anche Martorano, Silvestri, Baldi e Martelli.  Ai "bersaniani buoni", la componente franceschiniana chiede di dichiarare ufficialemente che la loro mozione si è spaccata in tre: «Vogliamo capire se sono ancora disponibili a un'intesa unitaria con noi e a creare una nuova maggioranza». Il gruppo di Marino? «Lo sento vicino a noi», rispondono. Fine della conferenza stampa. Ora la risposta tocca a Ruggeri e compagni o com'altro si chiamano. Intanto nei circoli continuano le assemblee che hanno lo scopo di far parlare la base del partito e cercare di svelenire il clima congressuale.

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