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Privati di spazi vitali, scatta la protesta dei gruppi di giovani. Giannini: porterò la questione in consiglio comunale
Le band in rivolta: la musica è davvero finita?
Dario Serpan
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Musicisti in una delle sale prova ricavate nelle cantine 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Band "sfrattate" dai fondi dove suonavano, sotto al mercato. Si tratta di un atto verticale che strappa le radici di un terreno vitale per lo sviluppo di una cultura musicale underground a Livorno, che dai sotterrenai di via del Cardinale emana da quasi venti anni canzoni e dischi, poi diffusi anche oltre i confini nazionali. «Sono stati lì per 7 anni - dice Marco Zaninello, batterista degli Appaloosa - e in quei fondi abbiammo partorito tutti i nostri dischi». Adesso il ritmo rischia di spezzarsi perché, dopo la protesta di alcuni abitanti della zona contro il rumore proveniente dai sotterranei, l'amministratore privato dei fondi ha spedito agli affittuari una lettera che sa di ben servito. «Sono arrivati i vigili a consegnarcela - racconta Filippo Infante dei Lip Colour Revolution - ma se dobbiamo andarcene vorremmo che il Comune ci desse delle alternative. E poi che fine farebbero questi fondi? Noi almeno li usiamo per creare musica, difendiamo l'area dall'illegalità e ci riuniamo spesso per controllare la nostra attività. C'è anche una sala di registrazione, e prima di noi c'erano gruppi come gli Snaporaz, che là dentro hanno registrato la colonna sonora per il film "Ovosodo"». Un cantuccio sporco, ma saporito, dove gli strumenti e le voci dei cantanti devono combattere con l'umidità. Ma la storia parla e tira il filo a un presente che vede attivi circa venti gruppi in altrettanti fondi, grandi dai 30 ai 50 mq. In quelle stanze si cerca adesso un'unità di intenti che ancora una volta porti alla ribalta il tema della mancanza di spazi per suonare in città. «Le promesse fatte in campagna elettorale non sono state mantenute - dice Matteo Caldari, che con i 7 Years ha trascorso ben 12 anni nei fondi sotto al mercato centrale - e io personalmente mi pento di essermi candidato nella lista di "Livorno Città Aperta", che ha sostenuto l'elezione a sindaco di Cosimi. Adesso non resta che manifestare un disagio che io condivido, anche se con il mio gruppo mi sono trasferito a Stagno». E in Comune c'è chi si è preso a cuore la questione, il consigliere di Sel Lamberto Giannini: «I ragazzi hanno bisogno di posti per suonare e questo ovviamente comporta rumore, ma non si può pretendere che non esista una cultura diversa da quella istituzionale. Negando spazi ai musicisti, si limitano anche gli introiti della loro attività in tempi di crisi. Farò richiesta di audizione e poi spero che la questione vada in Consiglio comunale».
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