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«Da settimane riceviamo chiamate anonime»
l.l.
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CHOC TRA I VICINI. Una delle vicine di casa racconta cosa ha visto. Grande perplessità La rivelazione del marito della vittima. Quartiere sotto choc per l'agguato
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LIVORNO. «Sono settimane che riceviamo chiamate anonime. Il telefono squilla, uno della famiglia risponde, ma non è nessuno. E lo stesso succede con la segreteria telefonica quando non siamo in casa. Sembra che ci siano messaggi registrati e invece poi non è nulla». A parlare è Mauro, il marito della vittima della tentata rapina. L'anziano è pensionato mentre la moglie è casalinga. «Non capisco cosa pensavano di trovare a casa nostra quei banditi - dice l'uomo perplesso - A parte quelle strane telefonate, non abbiamo mai avuto minacce né problemi con alcuno». Mauro racconta la terribile esperienza vissuta ieri mattina. «Ero in cantina quando è venuto un vicino ad avvertirmi: "Hanno rapinato tua moglie", mi ha detto. E io sono rimasto a bocca aperta: «Mia moglie aggredita con la pistola, ma è uno scherzo?". Immediatamente sono salito in casa e l'ho trovata sconvolta». Sotto choc è un po' tutto il condominio di via Montessori, una zona tranquilla e densamente popolata. «Una rapina con la pistola in un palazzo come questo, di prima mattina di sabato non s'era mai vista. Io credo che sia un colpo preparato altrimenti non si spiega - commenta una delle vicine di casa della vittima - Abito qui da una vita, è una zona tranquilla. E poi il fatto che i banditi si siano finti postini la dice lunga: l'agguato era stato studiato». Secondo la sessantenne rapinata, la voce che ha parlato al citofono era femminile, ma poi nelle fasi successive del colpo non è apparsa alcuna donna.
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