Il Tirreno

Livorno

DISCARICA: IL DIBATTITO

«È necessaria una commissione d'indagine»

«È necessaria una commissione d'indagine»

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 LIVORNO. «Abbiamo avuto la prova che quando si tagliano fuori i consigli e la gente dalle scelte della politica, si irrigidiscono le posizioni e si imbarbarisce il confronto». Parte così la critica di Cannito (Città Diversa) che propone di "portare i rifiuti nelle aree industriali vuote". Poi chiede l'istituzione di una commissione di indagine.  Capuozzo non le manda a dire: al presidente Bianchi ("perché ha mancato di personalità e autorità, e non è riuscito a evitare le continue interruzioni della seduta") e ai colleghi di consiglio: «Hanno fatto solo chiacchiere. Ormai esistono autorizzazioni firmate e controfirmate». Bartimmo (Rifondazione) se la prende con il mondo industriale: «Questa discarica è solo una risposta a Confindustria. Un impianto privato a due passi dal parco delle colline». Le risponde Taradash (Pdl): «Gli industriali hanno bisogno delle discariche: le nostre imprese portano i rifiuti fuori dalla provincia e perdono di competitività. Però non è in questo modo che si costruiscono certi percorsi».  Amadio (l'altro Pdl) rincara: «È inutile proporre ai cittadini di nominare un tecnico pagato da Bellabarba se poi i codici sono quelli che sono». Lamberti (Confronto) va giù duro. «Questa notte - dice - è stata una dimostrazione plastica di una politica locale senza capo né coda. La cava da riempire con materiali consentiti e innocui, è stata inserita da un decennio in un programma governato da norme europee, nazionali, regionali. Quindi fa indignare la sorpresa dei consiglieri di maggioranza. Ho chiesto che il sindaco si faccia garante per verificare sulla vicenda, insieme a una commissione che riunisca i consiglieri di tutti i gruppi. Partendo proprio dal PD: la smettano di far finta di non sapere e si assumano le loro responsabilità».

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