Il Tirreno

Livorno

Tu in divisa bianca e io piccola Cenerentola

G. S.
Tu in divisa bianca e io piccola Cenerentola

2 MINUTI DI LETTURA





Eri bello, atletico, capelli chiari, occhi azzurri, e la divisa bianca da cadetto dell’Accademia Navale, che rende unici i ragazzi normali, poteva far ben poco. Avevo accettato di conoscerti senza averti mai visto. Man mano che ti conoscevo mi meravigliavo sempre più che uno come te, appartenente a un mondo così diverso dal mio, fosse interessato a una ragazzina provincialotta come me. Con te sono stata in barca a vela, tu e la barca eravate una cosa sola. Non sapevo neanche nuotare, ma non avevo paura, ti guardavo ammirata e mi sentivo sempre più inadatta e sbagliata per te: io ero quel mare blu che tu amavi, ma tu eri il cielo, sembrava che all’orizzonte si toccassero, ma era solo un’illusione; mi chiamavi “Bambolina”, e bambolina di pezza io mi sentivo. Poi è arrivato il MAC P 100 Corso Grifoni, sono venuta. Con il mio bell’abito bianco mi sentivo come Cenerentola, tu in alta uniforme eri bellissimo, euforico, eri a casa! Abbiamo ballato, riso, bevuto, e a mezzanotte, tolte le giacche siete saliti tutti sugli alberi della Vespucci interrata. Tu eri il più bravo e il più veloce, e mi facevi paura. All’alba mi hai accompagnata al Palace. Sei rimasto. La gonna del vestito bianco circondava i miei piedi, il corsetto era nelle tue mani, e io non ero più il mare, ma una montagna che a volte il cielo avvolge e sfiora... Tra le tue braccia ho provato sensazioni sconosciute e sconvolgenti, e ancora una volta ho avuto paura: io non esistevo, tu eri il Signore del mio corpo della mia mente della mia anima. Tra 100 giorni ti saresti imbarcato sulla Vespucci rimanendo in mare per un anno e poi destinato chissà dove; tu così “tutto” cosa ne avresti fatto di me così “niente”? Prima che tu smettessi di giocare con la “bambolina”, piano piano me ne sono andata e non ti ho mai detto perché!

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino