Il Tirreno

Livorno

Ma odore e voce non erano gli stessi

Barbara Brutti
Ma odore e voce non erano gli stessi

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Sei entrato a casa e ho sentito subito che non avevi il tuo solito odore. Non ne avevi addosso un altro, semplicemente il tuo non era più il tuo. Il mio naso non mente. “Mi riconosceresti solo dall’odore?” ti domandavo mesi prima. “Certo che sì, come non potrei” mi rispondevi sorridendo. Mentre parlavi quella sera mi rendevo conto che anche la tua voce non era la stessa, neanche simile. E il mio udito non mente. E poi quello che vedevano i miei occhi: quella persona non eri tu. Ricordi? Ti dicevo “Ho quasi paura di questo amore che provo per te, perché i miei sensi sono coinvolti in maniera indescrivibile”. Affermavo che ti avrei individuato a occhi chiusi, che ti avrei riconosciuto anche bendata solo toccandoti il viso, che ti avrei trovato in mezzo a mille. Tu ridevi, poi dicevi “Ti amo, è cosi anche per me.” Quella sera però i miei sensi mi avevano già comunicato tutto quello che c’era da sapere, ma avevo bisogno di prove concrete. “Quando si ama davvero, si ama con tutto se stessi, l’amore che provo per te è unico, completo, grande, i miei sensi captano tutto di te”, ti dicevo. Ho trovato in breve tempo quello che cercavo: le prove del tuo tradimento. Non mi sbagliavo, i miei occhi, la mia bocca, il mio naso, le mie orecchie e le mie mani ti conoscevano troppo bene. E te l’ho ripetuto anche mentre litigavamo e urlavamo, io le prove in mano, tu le lacrime agli occhi. Ho gridato, ti ho offeso, umiliato, schiacciato e ti ho mandato via senza prendere minimamente in considerazione le tue scuse né le tue richieste di perdono. Ho iniziato a odiarti, e più ti odiavo più ne capivo il vero motivo. Non era per il tradimento, ma perché io, prima di te ti avevo tradito, e tu non te ne eri accorto. I tuoi sensi non avevano captato proprio un bel niente. E dicevi di amarmi.

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