Il Tirreno

Livorno

Confessione da Tiffany per una moglie speciale

Valeria Pachetti
Confessione da Tiffany per una moglie speciale

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Eccone un altro, un altro marito in completo di Armani e scarpa Ferragamo che viene a comprare il brillocco alla moglie. Belloccio tra l’altro il tipo. Certe fortune a me non capiteranno mai.

“Buongiorno, posso aiutarla?”

“Ehm sì. Vorrei regalare un gioiello a mia moglie, un braccialetto per la precisione.”

“Abbiamo ad esempio questi bracciali con un pendente a cuore su cui è incisa la parola Amore.”

“Vede signorina, io vorrei che in questo bracciale ci fosse attaccata tutta la nostra vita e quello che ammiro in lei. Ho bisogno di molti pendenti. Amore certo, l’amore che mette nella cura della casa e dei nostri tre figli, ma anche la forza che ha di affrontare le giornate soprattutto nei momenti in cui il mio lavoro mi porta lontano. E il suo sorriso luccicante. E la sua voglia di scherzare, viva anche quando la sera è stravolta dalla stanchezza. E poi la nostra intesa, la sua decisione nel fare le cose, il modo in cui mi sostiene e mi incoraggia nelle scelte, e l’amicizia e la complicità che ci lega da sempre. Quello che abbiamo osato e faticato per costruire quello che siamo, e la voglia di vincere sulle difficoltà della vita sempre fianco a fianco, sempre uniti. E la grande fortuna di averla incontrata. Sì. Pensa di avere il tipo di bracciale di cui ho bisogno?”

Wow, che racconto appassionato... È matematico che io uno così non lo troverò mai.

“Signorina...”

"Eh? Sì. Che belle parole, signore, le ha mai dette a sua moglie?”

“No, in effetti non l’ho mai fatto.”

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