Italia
«Pochi terreni per l'industria»
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Il presidente Kutufà Kutufà sul dibattito per la Conferenza economica
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LIVORNO. Un'occasione per rilanciare l'economia provinciale. Questo il senso dell'iter di preparazione alla Conferenza economica provinciale, il cui percorso è entrato nel vivo con la costituzione di alcuni focus tematici. Quaranta gli attori per il tavolo preparatorio della Conferenza economica, progetto dibattuto ieri durante il consiglio provinciale. A collaborare per il rilancio di un'economia messa in ginocchio ci sono venti Comuni della provincia di Livorno, l'ente provinciale, 11 associazioni di categoria, la Camera di Commercio, il Parco dell'arcipelago e alcuni sindacati. «Una concertazione - ha detto il presidente della Provincia Kutufà - legata al piano di sviluppo regionale, perché non si può pensare all'economia di un territorio senza inserirlo in un contesto più ampio». Quali sono, secondo la Provincia, i punti deboli dell'economia locale? «Sono assenti terreni da destinare all'industria - ha spiegato Kutufà - oppure si tratta di terreni di grandi dimensioni (raffineria Eni e acciaierie di Piombino), che per essere bonificati richiedono enormi investimenti. E poi c'è da combattere una mentalità poco competitiva». Molti i focus attivati: grandi industrie, logistica e trasporti alla ricerca e formazione, turismo e agricoltura, green-economy, bonifica dei siti inquinati e semplificazione amministrativa (sono solo alcuni). Nei mesi estivi la Provincia ha fornito a tutti i soggetti che collaborano alla Conferenza economica un protocollo che sarà sottoscritto in ottobre, poi in primavera i risultati del lavoro svolto dai vari focus tematici. «C'è da fare presto - ha detto Maurizio Zingoni, Pdl -. Nello stesso rapporto Irpet (commissionato dalla Provincia) si chiarisce che la nostra è una provincia in ritardo quanto a sviluppo industriale. Per la realizzazione del porto turistico a Livorno si sono persi 15 anni e quando si farà sarà sorpassato da Rosignano, Cecina e Marina di Pisa». I Comunisti italiani invece, con Michele Mazzola, hanno chiesto che il progetto di sviluppo economico locale sia collegato al piano regionale. A spiegare che quella di Livorno non è una realtà economica maggiormente in crisi di tante altre è stato Antonio Ceccantini, consigliere del Pd, che ha sottolineato come alla Provincia spetti il compito di fare da ente cuscinetto fra Regione e necessità del territorio. (a.c.)
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