LE LETTERE DAL RIONE
Francesco Marani
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Che dolore vederlo ammanettato Mi ha veramente fatto male leggere che Pio Giannelli è stato picchiato e ammanettato come se fosse il peggiore dei criminali. Pio non è così, egli è una persona stupenda con un'anima luminosa, grande. È per me il Mahatma di Corea, un grande amico, come Carmela, la sua compagna. È, sono, sempre vicini a tutti coloro che hanno bisogno nel bene e nella sofferenza con parole e fatti. Grazie Pio di esistere, ti vogliamo bene. «Dovete essere il cambiamento che volete vedere nel mondo». Anna Rosa Quel barbuto lo amo come me stesso Non sono credente e nemmeno coreano, eppure amo Pio quasi come me stesso. Del resto come si fa a non apprezzare una persona che ha speso tutta la vita per gli altri? Buono, umile, sempre disponibile, fuori dalle tragiche convenzioni e altro ancora. Perciò da shangaino e "anticoreano" per riassunto derbistico, posso tranquillamente dire che se c'è una cosa che invidio al rione dirimpettaio, è proprio quel fenomenale barbuto. Dino Giorgi E' il continuatore dell'opera di Don Nesi Non siamo stati testimoni diretti di quanto è accaduto, anche se ce ne siamo fatti un'idea precisa dagli articoli pubblicati dai giornali, ma in ogni caso, conoscendo Pio, la sua storia, i valori in cui crede e che ha sempre espressi e testimoniati nella sua costante opera di impegno umano e sociale, vogliamo esprimergli la nostra stima e la nostra solidarietà. Infatti siamo certi, per il profondo senso di giustizia e per la generosità disinteressata che lo hanno sempre animato, che sia sbottato di fronte a gravi provocazioni. In fin dei conti anche Gesù fu considerato violento e pericoloso dai benpensanti dell'epoca quando fustigò i mercanti nel tempio. È quali incredibile, infine, che sia stata offuscata la memoria pubblica della splendida esperienza civile, culturale, spirituale dell'opera di Don Nesi nel quartiere di Corea. Pio a modo suo ne è un continuatore. Enzo Bilanceri Maria Gabriela Casu La Libera Università popolare gli deve tutto Come Comitato direttivo della Libera Università popolare "Alfredo Bicchierini" di Livorno esprimiamo la nostra solidarietà all'amico Pio Gianelli. Nata nella primavera-estate dello scorso anno, la nostra associazione, svolgendo la propria attività nel quartiere di Corea, ha potuto contare sin da subito sulla collaborazione e sulla generosità di Pio, che ha messo a disposizione i locali della sua" Aeroc per lo svolgimento di alcuni dei nostri corsi. Conosciamo Pio e apprezziamo ciò che ha fatto e che sta facendo per la comunità. Anche per questo, a conferma della nostra volontà di radicarci sempre più nel quartiere, la sede di via Gobetti 22 è divenuta anche la sede della Libera Università popolare. Il Comitato Direttivo della LibUnivPop I vigili si sono accaniti contro di lui Sono un abitante di Corea che era presente al pestaggio e all'aggressione da parte dei vigili nei confronti di Pio Gianelli. Una aggressione che ritengo ingiustificata, inaudita, cattiva. Ho visto anche una mancanza di professionalità e preparazione per servizi che non penso siano di loro competenza. Per quanto rigurda il nostro sindaco, sarebbe bene che venisse di persona nel nostro quartiere per vedere l'abbandono e il disinteresse da parte delle istituzioni. Marcello Bettinelli Le istituzioni troppo lontane dai cittadini È il segnale della distanza ormai incolmabile dalle istituzioni anche locali dai cittadini quando i non-violenti come il signor Pio Gianelli perdono la pazienza e non riescono più a trattenersi davanti ai controlli dei vigili urbani che lui ha ritenuto una persecuzione personale e verso chi lavora e ha lavorato gratuitamente per il quartiere Corea. Ci sono delle giustificazioni perché quest'anno l'uso dei locali del centro civico sono stati negati in caso di pioggia? Chi li ha negati? Dava noia a qualcuno che una associazione autogestita senza padrini politici potesse coinvolgere il quartiere nella sua festosa iniziativa? Come mai la presidente della Circoscrizione è arrivata solo a mezzanotte quando la situazione era già degenerata e non si è sentita coinvolta nell'aiutare Aeroc affinchè le fossero concessi i locali pubblici in caso di necessità? Mi sembra che ultimamente anche nella nostra città chi protesta civilmente venga costretto ad aumentare il livello per ottenere l'attenzione dovuta dalle istituzioni. Non vorrei che il prossimo passo sia quello di chiamare squadristi i cittadini per cercare di squalificarli e di spaventarli!
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