Il Tirreno

Livorno

La polizia interrompe il blocco

Juna Goti
Il sopralluogo alla discarica per verificare i lavori di trasformazione compiuti all’ex cava
◗
Il sopralluogo alla discarica per verificare i lavori di trasformazione compiuti all’ex cava

Trattativa-fiume in questura, poi riprende il presidio del fronte del no

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. La svolta era nell'aria già da qualche giorno: ieri mattina le forze dell'ordine hanno interrotto il blocco del Limoncino per garantire il passaggio dei camion che dal 27 agosto non riuscivano né a entrare né a uscire dalla cava del Monte La Poggia. Gli anti-discarica hanno incontrato il questore e intavolato una trattativa fiume che è proseguita fino a sera. Con una sola certezza: nel tardo pomeriggio il blocco è ripreso e va avanti.  Ore 8. Le forze dell'ordine raggiungono la strada che porta alla cava. I manifestanti, dopo un'altra notte di "guardia", non sembrano intenzionati a liberare l'angolo tra via della Valle Benedetta e via del Limoncino.  Dopo qualche attimo di tensione e quasi due ore di trattative arriva la svolta: il comitato lascia circolare i mezzi fino alle 17 in cambio di un incontro con il questore.  E' la prima vera rottura del blocco dopo tre settimane di protesta. Al questore Bruno D'Agostino chiedono di verificare i contenuti di un esposto che è stato inviato ieri alla questura, al Comune e agli altri enti del territorio: riguarda la capacità della strada che porta alla futura discarica, ovvero via del Limoncino, di sopportare un traffico costante di mezzi pesanti.  Il questore ascolta i manifestanti per circa un'ora, chiarendo comunque che la questura ha il compito di garantire l'ordine pubblico e non di intavolare eventuali trattative di carattere tecnico-amministrativo, che spettano al Comune e alla Provincia.  Ore 17. Così arriva la fase attesa da giorni: i tecnici del comitato incontrano quelli dell'imprenditore Bellabarba, insieme al vicesindaco Cristiano Toncelli. Dopo un breve faccia a faccia nella sede della ditta tutto il gruppo si sposta sul monte La Poggia, al centro della cava.  Il comitato è affiancato da un esponente di Medicina Democratica, un geologo e un ingegnere (che per ora hanno assunto l'incarico solo ufficiosamente). Insieme a Paolo e Federico Bellabarba ci sono, invece, Antonio e Carlo Rafanelli.  Partono i sopralluoghi tecnici, mentre il vicesindaco Toncelli cerca di intavolare una lunga trattativa con i manifestanti. La proposta, in soldoni, è questa: «Vi garantiamo piena disponibilità per fare ulteriori verifiche tecniche. Garantiamo anche che l'argilla necessaria a completare la discarica non raggiungerà il Limoncino. Nel frattempo, però, lasciate passare i camion diretti ai cantieri della città e non mettete in difficoltà questi lavoratori».  «Prima di tutto - sottolinea il vicesindaco - dovete essere chiari e comunicarci quanto tempo vi occorre per analizzare la situazione con i vostri esperti: una volta fatte le verifiche ci siederemo di nuovo a un tavolo».  Qualcuno fa notare l'assenza di esponenti della Provincia e controbatte: «Proprio voi ci venite a parlare di chiarezza? Questo progetto è stato approvato nel silenzio».  Toncelli non si nasconde dietro a un dito: «Sulla trasparenza posso darvi ragione, ma non facciamo intervenire di nuovo la questura».  Ore 20. La delegazione lascia la cava e il vicesindaco si ferma a parlare un quarto d'ora con i manifestanti. Ma la trattativa fiume non porta a un risultato definitivo. La certezza è solo una: il blocco va avanti almeno fino a quando la questura non avrà verificato i contenuti dell'esposto sulla strada privata.  L'amministrazione, attraverso le parole di Toncelli, si impegna a «valutare quanto prima i termini dell'esposto».  La portavoce del comitato, Rosaria Scaffidi, fa sapere che «entro sabato cercheremo di farvi sapere di quanto tempo abbiamo bisogno per le verifiche tecniche».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera