Il presidio
«E io non compro i testi nuovi»
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Alunni allingresso delle Benci La protesta della madre di uno studente dell'Enriques
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LIVORNO. Per protesta contro il caro-libri ha deciso di mandare suo figlio a scuola con i testi dell'anno scorso. Succede al liceo Enriques, dove una mamma è esasperata dalle spese che deve sostenere per mantenere suo figlio agli studi. Il ragazzo l'anno scorso frequentava una classe seconda ed è stato bocciato. «Pensavo che con l'avvio del nuovo anno scolastico - dice la mamma - almeno per i testi non ci sarebbero stati problemi. L'anno passato avevo speso circa 300 euro per comprare tutti i libri e credevo che, come è naturale, potessero essere riutilizzati anche quest'anno». Anche perché il ragazzo, pur essendo bocciato, non ha cambiato sezione. Semplicemente, a partire da ieri, frequenta nuovamente la seconda classe, sempre nella stessa sezione. «Eppure - prosegue la madre - sono cambiati tanti libri. Dovremmo ricomprare i testi di materie fondamentali, come storia, italiano, matematica e geografia. È assurdo, dovrei spendere altri 200 euro, quando mio figlio praticamente deve frequentare la stessa analoga classe dell'anno passato». Così la mamma, come forma di protesta contro il caro-libri, ha deciso che suo figlio andrà a scuola con i testi che ha avuto fino al giugno scorso. «Certe materie - conclude - come appunto storia, geografia e anche italiano, non cambiano certo in pochi mesi. Il programma è lo stesso. È impossibile chiedere alle famiglie di sostenere certe spese, si parla tanto di crisi e poi si chiedono sacrifici del genere. Assurdo». A.C.
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