Il Tirreno

Livorno

Venezia impossibile per i negozi «Troppo isolata»

Dania Dibitonto
Via Borra come appare normalmente: deserta
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Via Borra come appare normalmente: deserta

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 LIVORNO. La Venezia vive solo dieci giorni l'anno, per il resto è un quartiere spento. Questa in sintesi la denuncia dell'artista grafica livornese Anna Laura Bachini, nell'intervista apparsa due giorni fa sul Tirreno. I commercianti di via Borra le fanno eco, parlando a ruota libera dei problemi di questa zona, che definiscono "bellissima ma isolata".  Effetto Venezia è una splendida vetrina che però «non porta grossa affari - rivela Federico Bocci, titolare di "Decor La Plafoniera", negozio di arredamento - se si considera che il Comune ci chiede dei soldi per restare aperti». Il negoziante boccia l'idea lanciata dalla Bachini di organizzare tanti "piccoli" Effetti Venezia ogni mese: «sarebbe una dichiarazione di guerra ai residenti». Già, perchè i residenti hanno molta voce in capitolo e le loro esigenze di tranquillità si scontrano spesso con quelle di chi chiede una Venezia più vivace.  Ciò che sembra affliggere maggiormente il commercio in questa zona è la totale assenza di parcheggi.  «La Venezia meriterebbe di più - dice la titolare di Tanzini, negozio d'abbigliamento - sono anni che chiediamo al Comune di poter avere dei parcheggi per i clienti, ma non ci ascoltano. Il parcheggio di Parco Azzini è così lontano che non serve».  Ulteriore problema della Venezia sembra essere una posizione per così dire "poco strategica". «Non siamo in centro - dice Annamaria, di Decor La Plafoniera - e dal porto non c'è un cartello che indichi come arrivare fin qui. Potrebbero aiutare ad esempio i crocieristi a raggiungerci, segnalando meglio la strada per arrivare».  E che dire della proposta della Bachini di spostare in Venezia il mercatino che si tiene una volta al mese in piazza Cavour? Federico Bocci non ha peli sulla lingua: «A Livorno non c'è nessun mercatino di antiquariato. Quello di piazza Cavour non è neanche da considerare, lì ci sono i marocchini che vendono i loro manufatti. Gli antiquari toscani non vengono certo qui a giocarsi la reputazione. Forse se potessero esporre gratis lo farebbero... ma il Comune chiede sempre dei soldi.»  Le note dolenti non finiscono qui. A danneggiare il quartiere ci si mettono da una parte le soste selvagge delle auto dei giovani che la notte prendono d'assalto pub e ristoranti, e dall'altra i lavori che dal 2008 non sono ancora finiti in viale Caprera. «La sera sarebbe tutto molto più bello senza macchine - continua la titolare di Tanzini - Per me qui dovrebbe esserci una zona a traffico limitato. Alle nove di sera chiudere l'accesso ai non residenti, e farla diventare zona pedonale». Il problema per passare dalle parole ai fatti è sempre il solito: la mancanza di fondi. «Per la Ztl è necessario un varco con una telecamera... ma non ci sono i soldi».  Problemi di finanziamento che allungano anche la durata dei lavori per lo scavo del canale: «Un conto è fare una buca - dice il titolare de La Plafoniera - un conto è portare avanti un'opera ingegneristica come quella che si vuole fare in viale Caprera. Ci vogliono i fondi, se non ci sono si va incontro a continue interruzioni».  I motivi di scontento insomma non mancano. Ma c'è anche chi prova a infondere una nota positiva in un quadro sconsolante: «L'illuminazione della Venezia è la più bella di tutta la città - dice Federico Bocci - un arancione soft che contribuisce tanto all'atmosfera bohemièn di questo quartiere, e la rende unica». Ecco perchè rimanere in Venezia è una scelta di stile, e non una questione d'affari: «Consiglio a chi volesse raddoppiare l'incasso di mettersi in un centro commerciale - è la sua ultima considerazione - chi resta qui lo fa per una scelta consapevole: non si può rinunciare al valore aggiunto della bellezza di questo posto, neanche per i soldi.

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