Il presidio
Lautopsia: la piccola peruviana aveva una patologia al cervello
Bebè morta, aveva malformazione
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LIVORNO. Ipoplasia monolaterale del tronco encefalico. Ovvero una malformazione a una metà del tronco celebrale. È questo il responso della autopsia effettuata sul corpicino della piccola Chiara Ariel Flores, la bimba peruviana morta i primi di maggio a quattro giorni dalla nascita, in culla in ospedale. La bimba è risultata affetta da una anomalia al cervello, che non si è ben sviluppato dalla nascita. Una malformazione che, come spiegano i medici, è incompatibile con la vita, specialmente nel lungo periodo. Si tratta infatti di una patologia neurologica del cervello, peraltro al tronco, che è la parte che controlla le funzioni non coscienti di un organismo. La piccola era morta all'alba in maternità. La mamma, Elisabeth Amaro, peruviana di 27 anni, l'aveva tenuta in braccio fino a poche ore prima e nel corso della notte aveva sentito i suoi lamenti nel corridoio del nido. Era nata con parto cesareo. Una neonata che era apparsa sana, che non aveva avuto nessun disturbo. Era stata un'infermiera ad accorgersi che la piccola Chiara aveva qualcosa di strano. Il viso pallido, il corpo freddo. Poi il battito fermo.
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