«Una protesta razzista»
Pasquale Napolitano
Il Centro Islamico e la carne di maiale del Mat
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Il Movimento Autonomista Toscano ha annunciato di voler distribuire sabato carne di maiale in centro contro la richiesta di una moschea in città. I musulmani di Livorno rispondono sconcertati: «Sono razzisti e ignoranti», afferma il presidente del Centro culturale islamico di Livorno Said Kassadi. «Questa gente - aggiunge Said - dovrebbe manifestare per motivi più seri. Onestamente mi sfugge il senso della protesta: possono distribuire tutta la carne che vogliono, ma non capisco cosa c'entra la nostra richiesta».
E alle accuse di razzismo Said risponde con fermezza: «Non siamo assolutamente razzisti e abbiamo ottimi rapporti con le persone del quartiere. Io non offenderei mai le altre religioni». Tre esponenti del Pdl (Tamburini, Ciacchini e Ghiozzi) avevano affermato in un comunicato stampa che le moscheee spesso «si rivelano centri di reclutamento di terroristi». Ma Said Kassadi considera l'affermazione una semplice scusa per difendere convinzioni sbagliate: «L'Islam è contro il terrorismo e la maggior parte di noi è qui da più di vent'anni senza avere avuto mai alcun problema né con i livornesi né con la questura».
Anche l'Imam di Livorno Abdelghani Bouchari risponde alle affermazioni di Fabrizio Chelucci del Mat, convinto che se: «In Marocco abbiamo più di trecento chiese cristiane. Fabrizio - aggiunge - è disinformato, provi a farsi un giro nei Paesi arabi: numerosi ristoranti sono di proprietà di italiani che possono fare quello che vogliono». La provocazione di sabato colpisce una delle principali regole da rispettare per i musulmani: la carne di maiale è proibita perché l'animale viene considerato sporco per tutto ciò che mangia, così come è proibito il consumo di alcolici per gli effetti che ne derivano. «Io non vendo carne di maiale - dice Said, proprietario di una macelleria - ma non ho mai ricevuto lamentele dai tanti clienti livornesi che ho». Anche l'uccisione degli animali venduti da Said segue un particolare procedimento, il cosiddetto rito di Allah: «Non vengono sparati ma tagliati alla gola - spiega il proprietario della macelleria islamica - per ricordare il sacrificio di Abramo».
Un amico di Said, Lahabti Mohammed, s'inserisce nel dibattito: «Per essere razzista devi avere un livello culturale superiore al mio. Chi organizza queste provocazioni è semplicemente ignorante e strumentalizzato politicamente». Un altro cliente della macelleria, proprietario di un bar, è anche più duro: «Non devono assolutamente dare la carne nei pressi di via Oberdan. Non si può imitare stupidamente il reverendo Terry Jones». La comunità islamica, in via Oberdan dal'98, continua a chiedere il «diritto costituzionale ad avere un luogo di culto che soddisfi le proprie esigenze». I musulmani si sentono livornesi a tutti gli effetti: «Pago le tasse - dichiara Said - più degli italiani». E moltissimi sono donatori di sangue presso l'Avis. Inoltre, secondo Said Kassadi, più di dieci livornesi quest'anno si sono convertiti all'Islam.
E alle accuse di razzismo Said risponde con fermezza: «Non siamo assolutamente razzisti e abbiamo ottimi rapporti con le persone del quartiere. Io non offenderei mai le altre religioni». Tre esponenti del Pdl (Tamburini, Ciacchini e Ghiozzi) avevano affermato in un comunicato stampa che le moscheee spesso «si rivelano centri di reclutamento di terroristi». Ma Said Kassadi considera l'affermazione una semplice scusa per difendere convinzioni sbagliate: «L'Islam è contro il terrorismo e la maggior parte di noi è qui da più di vent'anni senza avere avuto mai alcun problema né con i livornesi né con la questura».
Anche l'Imam di Livorno Abdelghani Bouchari risponde alle affermazioni di Fabrizio Chelucci del Mat, convinto che se: «In Marocco abbiamo più di trecento chiese cristiane. Fabrizio - aggiunge - è disinformato, provi a farsi un giro nei Paesi arabi: numerosi ristoranti sono di proprietà di italiani che possono fare quello che vogliono». La provocazione di sabato colpisce una delle principali regole da rispettare per i musulmani: la carne di maiale è proibita perché l'animale viene considerato sporco per tutto ciò che mangia, così come è proibito il consumo di alcolici per gli effetti che ne derivano. «Io non vendo carne di maiale - dice Said, proprietario di una macelleria - ma non ho mai ricevuto lamentele dai tanti clienti livornesi che ho». Anche l'uccisione degli animali venduti da Said segue un particolare procedimento, il cosiddetto rito di Allah: «Non vengono sparati ma tagliati alla gola - spiega il proprietario della macelleria islamica - per ricordare il sacrificio di Abramo».
Un amico di Said, Lahabti Mohammed, s'inserisce nel dibattito: «Per essere razzista devi avere un livello culturale superiore al mio. Chi organizza queste provocazioni è semplicemente ignorante e strumentalizzato politicamente». Un altro cliente della macelleria, proprietario di un bar, è anche più duro: «Non devono assolutamente dare la carne nei pressi di via Oberdan. Non si può imitare stupidamente il reverendo Terry Jones». La comunità islamica, in via Oberdan dal'98, continua a chiedere il «diritto costituzionale ad avere un luogo di culto che soddisfi le proprie esigenze». I musulmani si sentono livornesi a tutti gli effetti: «Pago le tasse - dichiara Said - più degli italiani». E moltissimi sono donatori di sangue presso l'Avis. Inoltre, secondo Said Kassadi, più di dieci livornesi quest'anno si sono convertiti all'Islam.
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