Viale Italia, la sicurezza può attendere
Alessandro Guarducci
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Il rilevatore di velocità a Barriera Margherita e i segnali luminosi alle strisce pedonali davanti ai Pancaldi Mai realizzato il piano che prevedeva cordoli e rotatorie agli incroci
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LIVORNO. Il viale Italia deve essere messo in sicurezza, se ne parla da molto tempo, ma almeno per il momento la montagna ha partorito un topolino. L'installazione di un rilevatore di velocità a barriera Margherita e dei pannelli lampeggianti all'altezza dell'attraversamento pedonale davanti ai Pancaldi sono infatti provvedimenti utili, e comunque sono sempre meglio di niente. Ma se li confrontiamo con i progetti e con gli investimenti previsti e annunciati dall'amministrazione comunale negli anni passati, si capisce benissimo quanto si sia ancora lontani dal garantire la necessaria sicurezza a quella che è la strada più transitata (non solo nei mesi estivi) e il principale asse di collegamento tra il centro e i quartieri sud. Conviene allora ricordare che l'operazione "messa in sicurezza del viale Italia" è stata addirittura lanciata dalla giunta guidata da Alessandro Cosimi nell'autunno del 2007 - sì, tre anni fa... - dopo l'approvazione del bilancio di previsione 2008 e del programma triennale dei lavori pubblici, dove trovò spazio un finanziamento di 506 mila euro che sarebbe dovuto servire a realizzare una serie di opere - come cordoli, dissuasori, rotatorie e installazione di nuova segnaletica - con l'obiettivo di rendere più sicuri i numerosi incroci e gli attraversamenti pedonali del lungomare. Tutti interventi che avrebbero dovuto modificare sostanzialmente la circolazione sul viale Italia, che era ed è caratterizzato dall'alto numero di incidenti, dal grande afflusso di traffico, dal rumore, dall'eccessiva velocità e, appunto, dalla presenza di numerosi incroci pericolosi e di attraversamenti pedonali a rischio. Ma i progetti in questione, a quanto pare, sono rimasti nei cassetti di Palazzo Civico: dell'operazione si sono infatti perse le tracce da quando, nell'aprile del 2008, la giunta comunale approvò il "piano di riorganizzazione degli incroci del viale Italia" (caratterizzato appunto da corsie di canalizzazioni, nuova segnaletica, rotatorie, dissuasori in gomma, cordoli "luminosi") proprio per rispondere alla richiesta di maggior sicurezza e per contenere l'inquinamento acustico. Eppure i quattro interventi in programma non solo erano stati definiti nel dettaglio dal punto di vista progettuale ma, come detto, avevano ottenuto anche il finanziamento necessario all'esecuzione (130.927 euro per il tratto da via Brin a piazza San Jacopo; 224.000 per l'icrocio tra viale Italia e viale Nazario Sauro; 101.884 per l'incrocio tra via dei Pensieri(Ardenza) e viale Italia; 45.600 per le penisole salvagenti tra Barriera Margherita e via del Mare) e allora c'è da chiedersi come mai non siano stati realizzati e soprattutto se rientrino ancora nei programmi dl sindaco. Nello specifico, per il tratto da via Brin a piazza San Jacopo, era stata prevista la realizzazione di uno spartitraffico invalicabile, con una piccola rotatoria all'altezza della Baracchina Bianca: la riduzione della carreggiata e il nuovo percorso stradale avrebbe imposto ai veicoli di rallentare e agevolare cosi il passaggio dei pedoni. Per quanto riguarda invece l'incrocio col viale Nazario Sauro - caratterizzato ad oggi dalla presenza di un ampio spartitraffico sul viale Italia che permette di effettuare le manovre di svolta in due tempi e da tre attraversamenti pedonali - era stata ipotizzata la realizzazione di una rotatoria «a cannocchiale», cioé di due rotatorie (anelli) - all'altezza di Barriera Margherita - collegate da brevi rami a due corsie. Per garantire la fermata dei mezzi pubblici era stata prevista un'apposita corsia. Per l'incrocio tra via dei Pensieri e viale Italia (Ardenza) l'idea era quella di realizzare un'ampia rotatoria a tre rami - visto il grande spazio a disposizione - per eliminare i problemi di visibilità e rendere più scorrevole la marcia dei veicoli (mezzi pubblici compresi). Nulla di tutto questo è stato fatto. Almeno fino a oggi. E allora dobbiamo accontentarci del rilevatore di velocità installato all'altezza di Barriera Margherita (che contribuisce a ridurre la velocità dei veicoli) e dei segnali con pannelli illuminosi che proteggono - su entrambe le corsie - l'attraversamento pedonale davanti ai bagni Pancaldi. È già qualcosa, ma da qui a dire che il viale Italia ora è più sicuro ce ne passa...
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