Il Tirreno

Livorno

«Vedevamo spesso le ragazze uscire la sera»

Ludovica Monarca

Parlano i vicini dell'affittacamere di Corso Mazzini dove viveva la banda

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 LIVORNO. Corso Mazzini, ieri, cinque del mattino. Molti ancora dormono e sperano che il monotono "drin", segnale dell'inizio di una nuova giornata di lavoro, sia lontano ancora per po'. La loro sveglia suonerà, invece, di lì a pochi minuti, e avrà un suono ben diverso: l'acuto stridulo delle sirene della polizia, mischiato al fragore delle pale dell'elicottero che controlla dall'alto il corretto svolgimento della retata.  «Mi sono alzato di soprassalto sentendo tutto quel rumore», racconta Matteo, un ragazzo che abita nel palazzo accanto a quello in cui si è svolta l'operazione, «così mi sono affacciato alla finestra e ho visto le forze dell'ordine, allora ho capito che stava succedendo qualcosa di grosso».  Giulio è stato buttato giù dal letto direttamente dalla polizia che bussava con forza alla sua porta «cercavano il piano dell'affittacamere», spiega.  Altri, i beati dal sonno profondo, non si sono accorti di nulla e hanno continuato a dormire serenamente per poi ascoltare i racconti dei vicini al bar senza grande stupore perché «che in quel palazzo ci fosse un grande via vai lo sapevano tutti. Certo, nessuno pensava a qualcosa di così grosso, ma di certo c'erano movimenti strani», dicono. «Vedevo spesso le ragazze uscire la sera», racconta una signora, «Venivano a prenderle in macchina più o meno alla stessa ora, mi dispiace di aver sempre osservato con indifferenza, solo adesso faccio due più due e mi sembra tutto chiaro». Sono in molti, adesso, a collegare alcune delle cose viste o sentite riguardo a ciò che succedeva all'interno dell'affittacamere di Corso Mazzini. La proprietaria di un bar della zona ricorda che, pochi mesi fa, una delle ragazze che viveva lì, si era fermata per prendere un caffè e all'improvviso era scoppiata a piangere. «Mi ha detto che le mancava il suo paese, suo figlio. Ho creduto davvero che fosse nostalgia e mi sono limitata a consolarla, senza approfondire. Qui entravano spesso a prendere le paste la mattina presto, dicevano di lavorare di notte in alcuni alberghi a Pisa. Non hanno mai creato problemi. Oddio, a volte le vedevo discutere, litigare, ma sempre tra loro». Chi, invece, ha sempre sospettato che all'interno dell'affittacamere ci abitassero delle prostitute sono gli inquilini dello stesso palazzo.  «Ci siamo lamentati più volte con la proprietaria, ma non ci ha mai preso in considerazione. Le persone andavano e venivano in continuazione, tantissime ragazze, quasi tutte straniere». Dalle finestre di alcune delle case, inoltre, qualcuno riusciva anche a vedere all'interno delle stanze dell'appartamento in questione. «Era palese che dentro quell'affittacamere succedessero cose strane, per fortuna adesso è tutto finito».

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