IDENTIKIT IN CIFRE
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Turn over generazionale. Si chiama "ricambio lavorativo" ed è il rapporto fra il decennio d'ingresso e quello d'uscita dal mercato del lavoro: cioè fra chi ha 20-29 anni e chi ne ha 55-64 anni. Risultato: se nell'81 le due fasce d'età erano sostanzialmente in equilibrio alla pari, adesso ogni 100 persone fra 55 e 64 anni se ne contano 62 fra 20 e 29 anni. E le proiezioni sul 2030 dicono che il gruppo dei lavoratori più "anziano" sarà quasi il doppio di quello dei più "giovani". Valore aggiunto: chi sale, chi no. La ricchezza prodotta dall'economia livornese è cresciuta del 22,4% fra il '95 e il 2007. Ma con forti differenze fra i settori: più 108,2% per «informatica, ricerca e altre attività professionali»; più 52,2% per alberghi e ristoranti. Peggio della media: solo 18,6% nelle costruzioni, solo 5% nella pubblica amministrazione. In picchiata: meno 23,7% nelle raffinerie, meno 29,1% nel tessile. Il regno di pubblico impiego e militari. Nei settori del sistema economico Livorno-Collesalvetti al terzo posto dopo i trasporti (18%) e il commercio (10,5%) troviamo pubblica amministrazione e militari: il 9,9% nell'area livornese. Più del doppio che in Val di Cecina e in Val di Cornia (4%) e ben al di sopra della media regionale (pari al 6%).
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