Il presidio
Raffica di lettere e 5 querele Mesi di veleni e sospetti
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LIVORNO. Lettere intimidatorie e ingiuriose indirizzate al capo del personale dell'Asa, Carlo Panichi; scritte nella bacheca sindacale della sede di via del Gazometro; altre scritte nell'ascensore dell'azienda. E poi a fine maggio, una lettera, sempre a Panichi, con un proiettile 7.65. La vicenda Asa, su cui sta indagando la squadra mobile della polizia, è cominciata all'inizio dell'anno. Da allora, Carlo Panichi, difeso dall'avvocato Vannucci dello studio Uccelli, presenta in questura cinque querele contro ignoti. La situazione diventa più grave quando arriva il proiettile. Gli uomini della mobile, guidati dal dirigente Marco Staffa, cominciano a stringere il cerchio dei sospettati. E inizia a farsi strada l'ipotesi che ad agire possa essere un impiegato dell'Asa, qualcuno all'interno dell'azienda. Secondo quanto emerso dalle indagini, lo fanno pensare sia la presenza delle scritte dentro gli uffici (dove figurano anche dei simboli politici) sia il tipo di minacce. Fatto sta che, quando la polizia individua il sospettato, trova una prima conferma dell'ipotesi investigativa nella perizia della grafia effettuata su alcuni scritti dell'impiegato. L'indagine è ancora in corso e spetterà alla magistratura accertare eventuali responsabilità.
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