Il Tirreno

Livorno

Dopo l'aggressione a padre e figlio richiesta l'espulsione del romeno

Lara Loreti
Dopo l'aggressione a padre e figlio richiesta l'espulsione del romeno

Avviato in prefettura l'iter per mandare via dal Paese cittadini comunitari

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LIVORNO. Rischia di essere espulso Alexandru Baceanu, il romeno di 35 anni arrestato dai carabinieri mercoledì sera per il pestaggio di via dei Mulini. È la decisione maturata al termine del Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico che si è tenuto ieri mattina in prefettura. I romeni, come noto, dal 2007 sono cittadini comunitari, ma la legge prevede che il prefetto possa espellere una persona, anche se residente nei Paesi dell'Ue, nel caso in cui ci siano motivi imperativi che mettano a rischio la pubblica sicurezza.
«Nei confronti del padre romeno - ha sottolineato il questore, Bruno D'Agostino - è stata inoltrata la richiesta di espulsione. Sarà il giudice poi a stabilire il da farsi». Per il momento il romeno resta in carcere.

Ieri l'arresto è stato convalidato dal gip Gian Marco Marinai, mentre oggi sarà esaminata, al tribunale dei minori di Firenze, la posizione del figlio di 17 anni, anche lui arrestato dopo la lite con i livornesi. Sono accusati di lesioni gravi aggravate verso Roberto e Daniele Pedini, 62 e 38.
Il questore analizza l'episodio avvenuto l'altra sera in via dei Mulini. «Siamo di fronte a un fatto grave - dice D'Agostino - ma per fortuna è isolato. Ed è dovuto a un problema di ineducazione. Queste persone hanno reagito in maniera violenta: tutto si poteva risolvere in maniera più soft. Le reazioni, da ambo le parti, sono state eccessive. Dal punto di vista della criminalità, invece, di certo non c'è una situazione drammatica nel quartiere, anzi. I reati, come dimostrano i dati, sono in calo di circa il 20% quest'anno rispetto al precedente. Comunque saranno intensificati i pattugliamenti».
Ma come faranno le forze dell'ordine e la polizia municipale, già duramente provate dai tagli e dalla carenza di mezzi e personale (da mesi oggetto di proteste sindacali) ad aumentare i controlli?

«Faremo il possibile. Ma non si può pensare che un quartiere venga blindato - risponde il numero uno della questura - e che sia oggetto di controlli tutti i minuti, 24 ore su 24. Ci sarà però sicuramente un periodo di vigilanza dedicata alla zona affinché la situazione non degeneri. E infatti da ieri (giovedì ndr) abbiamo già cominciato a intensificare i passaggi delle volanti. Il monitoraggio continuerà finché tutto tornerà alla normalità».

D'Agostino sottolinea anche tutto è nato da un difficile rapporto condominiale. «C'è da aggiungere poi in generale - dice il questore - che episodi di maleducazione e di attriti condominiali non si risolvono con la vigilanza».

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