Il Tirreno

Livorno

«Piccola stella senza cielo questa piazza è per te» In 1000 cantano per Simone

Juna Goti
A destra la folla al concerto: in prima fila si riconoscono il babbo di Simone (terzo da sinistra) e il cugino Michael con la testa fra le mani
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A destra la folla al concerto: in prima fila si riconoscono il babbo di Simone (terzo da sinistra) e il cugino Michael con la testa fra le mani

Lo striscione sul palco, la lettera degli amici Serata di commozione per il ragazzo morto sull'Aurelia

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LIVORNO. «Ola Simone... piccola stella senza cielo». Forse per lui, per Simone, nessuna frase avrebbe potuto essere più azzeccata. Perché Ligabue se lo portava tatuato sulla pelle e nel cuore. Perché forse in questa prima serata di Effetto Venezia, avrebbe fatto un giro tra i canali. Tra la musica e i profumi della Spagna. Ieri sera piazza del Luogo Pio era gremita. Più di mille persone radunate sotto al palco per cantare e ricordare Simone Talani, il ragazzo scomparso l'11 luglio in un incidente sull'Aurelia. L'ennesimo in quella strada killer,tanto che gli amici di sempre - quelli che ieri sera hanno organizzato il concerto con l'aiuto del direttore artistico Mario Menicagli - hanno raccolto più di mille firme per dire basta alle morti sulla strada.  A firmare la petizione, a pochi minuti dall'inizio del concerto, è arrivato anche il padre di Simone, Gianpaolo: un sorriso per tutti, modi gentili, quasi fosse lui a dover fare forza agli altri. Anche a Michael, il cugino di Simone, che quella maledetta notte era alla guida dell'auto finita fuori strada: due giorni fa è uscito dall'ospedale e ieri sera è voluto essere presente insieme al resto della famiglia. «Grazie a tutti - ripete il padre di Simone insieme al nipote - quello che siete riusciti a fare stasera è sorprendente. Il dolore non si cancella, è ovvio. Ma si può alleviare. Grazie, davvero. Ci state dando la forza di andare avanti».  Sul palco la musica non smette di ricordare Simone: tredici brani interpretati dagli alievi del maestro Ceccanti e dagli stessi amici di Simone. Come Martina, che ha intonato la commovente «Lettera a G.». O Linda, che con gli occhi lucidi nella sua «Sta passando novembre» non ha smesso di ripetere: «Ora puoi prendere per la coda una cometa, ma non doveva andare così». E ancora «Il volo» di Zucchero e «A te» di Jovanotti. Gli occhi sono lucidi, ma nell'aria si respira anche voglia di vivere e di guardare avanti, «perché siamo certi che avresti voluto vederci sorridenti come eri tu». I ragazzi leggono una lunga lettera indirizzata all'amico scomparso e ai familiari. «Certo il vuoto è grande - ripetono al microfono - ma è per rispetto a te, alla tua personalità che cerchiamo di uscire da questo incubo». E poi: «Grazie Michael per esserti salvato e non averci privato dei tuoi sorrisi». Lui guarda dalla platea e alla fine si commuove. Lo fa quando tutti i ragazzi salgono sul palco e cantano «Gli anni», degli 883. Quelli del «qualsiasi cosa fai». Quelli che Simone ha vissuto ogni giorno senza sprecare neppure un attimo. L'ultimo pensiero degli amici va al padre: srotolano uno striscione: c'è scritto «Simone nel cuore». «Gianpaolo, lo regaliamo a te...».

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