Tdt, divorzio più vicino
Mauro Zucchelli
◗
Battistello (Contship) al terminal Tdt Ma portuali e Contship sono prudenti. Oggi assemblea
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Sulle banchine della Tdt il divorzio fra i portuali livornesi e i tedeschi di Contship si avvicina ma con il freno a mano tirato. Vige la più drastica consegna del silenzio fra i plenipotenziari sia del gigante di Amburgo che della Compagnia labronica al tavolo della villa milanese sede del faccia a faccia. Mai così vicino il divorzio perché il meccanismo scritto già nel "contratto matrimoniale" del 2001 in caso di scontro fra i due soci al 50%: se uno dei due fa un'offerta per prendersi l'altra metà (e Contship l'ha fatto: 20 milioni di euro), dà al partner la possibilità di acquistarla lui a quel prezzo. L'ingranaggio dunque è tale da postulare una vendita. Ma se non è già arrivata è perché in realtà non è così semplice. Intanto, è da capire se i portuali - oggi riuniti in assemblea - abbiano in cassaforte una tal cifra da mettere sul tavolo entro 60 giorni: le indiscrezioni non fanno mistero che potrebbe arrivare poi un "cavaliere bianco" a dar man forte. Però non è facile trattare poi l'ingresso di un nuovo socio se l'onere assunto ti fa salire alla gola l'acqua (finanziaria). E sull'altro lato? Non c'è dubbio che Contship voglia più spazi in alcuni settori del "governo" del terminal-chiave del porto. Delle due l'una: o li avrà o, di fronte alla crisi (che ha pesato non poco), ha la tentazione di concentrare i propri flussi di traffico su una rete più ristretta rispetto a network attuale di porti italiani. Anche se non vorrebbe farsi trovare sguarnita dalla ripresina che s'intravede.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
