Italia
Tre Ponti, un'estate difficile Le docce ancora fuori uso
Gian Marco Mura
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Un bagnante mette la mano sotto la doccia, ma il getto d’acqua non arriva2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Quest'estate la spiaggia dei Tre Ponti sembra non trovare pace. Dopo i problemi legati alla costruzione del "Punto Blu", alle polemiche sulla spiagge in concessione e ai cumuli di alghe e detriti che hanno affollato per lungo tempo il tratto libero di arenile, ora tocca alle docce chiuse. Alcuni anni fa i cittadini apprezzarono la scelta del Comune di installarle, poiché permettevano ai bagnanti di tornare a casa o andare al lavoro senza la sensazione di sentirsi il sale addosso. In molti frequentavano la spiaggia, consapevoli di poter sfruttare il vicino parcheggio gratuito e di poter usufruire di una refrigerante doccia. Tale abitudine tuttavia sembra essersi interrotta all'inizio di giugno, quando il piacere di avere a disposizione un getto d'acqua dolce si è improvvisamente interrotto. «Da circa un mese le docce nella spiaggia libera hanno smesso di funzionare - dice Andrea Pastifieri - nessuno si è ancora interessato al caso». Secondo Aleandro e Mattia Sardi, assidui frequentatori della spiaggia, «la chiusura delle docce può favorire in qualche modo il funzionamento delle altre presenti nello stabilimento privato». «È un fatto gravissimo. Veniamo in spiaggia quasi tutti i giorni - proseguono - e avvertiamo sempre di più una situazione di enorme disagio: neppure i bagnini hanno saputo darci spiegazioni in merito». Mauro Lubrano ci segnala che «alcune persone sono costrette a far uso del distributore di acqua che si trova nelle vicinanze del parecheggio, soprattutto nel caso di bambini piccoli. Ci vuole più rispetto per gente come noi, che può permettersi solo la spiaggia libera». Restano anche le lamentele dei bagnanti per la riduzione del tratto di spiaggia libero, così come chiaramente espresso in una lettera rivolta al sindaco Cosimi da parte di Roberto Desideri e altri frequentatori del luogo. Nella lettera si afferma che i bagnanti sono costretti «ad affiancarsi l'uno con l'altro, nonostante alcune persone rinuncino alla spiaggia oppure riescano a sistemarsi sugli scivoli di cemento sotto il muretto». I cittadini chiedono più rispetto e attendono una risposta immediata: «In fondo chiediamo una quarantina di metri di spiaggia, non certo la luna».
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