Il presidio
Abusi, inchiesta su venti villette
Cristiano Meoni
◗
Carabinieri in un sopralluogo anti-abusi: sono una ventina le abitazioni controllateI carabinieri bussano alle case per controllare mansarde e seminterrati
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LIVORNO. Suona il campanello. Fuori dalla porta, tre carabinieri e un geometra esibiscono un mandato del magistrato. Devono fare un accertamento sulla conformità dell'abitazione. Il geometra scatta foto agli interni, prende appunti, pone domande mentre i carabinieri cercano di rassicurare i proprietari, allarmati per quell'inspiegabile visita. Forse non immagina, il proprietario, che da tre mesi la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo su una ventina di pratiche edilizie sospette.
Escamotage
In gran parte sono le celeberrime villette "paghi uno e prendi tre" che sono state disseminate nella conca tra Montenero e Collinaia, ma anche a Salviano, alla Scopaia. Realizzate dai costruttori con un vantaggiosissimo escamotage per abbattere costi di costruzione e prezzo di vendita: chiedere la concessione edilizia per costruire un monolocale di 45 metri quadrati al piano terreno. E poi, come consente il regolamento edilizio, aggiungere altrettanti metri quadrati sopra (il sottotetto-mansarda) e sotto (il seminterrato-tavernetta). Abitazioni che, sulla carta, sono monolocali ma nella realtà vere e proprie villette.
Fibrillazione
Non c'è solo questo, nelle pratiche edilizie finite sotto la lente del sostituto procuratore della Repubblica Massimo Mannucci. Ma il semplice fatto che i carabinieri siano andati a frugare nelle pieghe di quella che è stata, senza ombra di dubbio, la principale modalità di costruzione degli ultimi quindici anni a Livorno, ha messo in fibrillazione tutto l'ambiente del mattone: chi quelle case ha venduto, chi l'ha progettate, chi l'ha comprate e le abita.
Una denuncia
L'inchiesta è partita da una denuncia. Mannucci ha delegato i carabinieri a seguirla, incaricando un consulente tecnico d'ufficio di eseguire gli accertamenti. I carabinieri hanno acquisito, a più riprese, una corposa documentazione all'ufficio edilizia privata del Comune e poi, dopo aver studiato le carte, hanno avviato i sopralluoghi. Le abitazioni finite sotto osservazione si trovano tutte nelle fascia collinare: al Limoncino, allo Stillo, a Collinaia, a Montenero, e sono state costruite in momenti diversi, dal 2001 in poi. Sono state acquisite anche pratiche ancora non autorizzate, all'esame della commissione edilizia. Due le tipologie di interventi interessati dall'inchiesta: le nuove edificazioni ma anche le sostituzioni edilizie, con le quali sono state trasferite volumetrie dagli annessi, abbattuti, all'edificio principale.
Ipotesi
Sfugge, al momento, l'ipotesi che ha mosso la magistratura, perchè l'unico denominatore comune delle pratiche edilizie è l'area geografica. Diversi sono gli interventi, differenti anche i progettisti e i funzionari comunali che hanno istruito le pratiche. L'inchiesta è appena agli inizi e per il momento non ci sono indagati.
Escamotage
In gran parte sono le celeberrime villette "paghi uno e prendi tre" che sono state disseminate nella conca tra Montenero e Collinaia, ma anche a Salviano, alla Scopaia. Realizzate dai costruttori con un vantaggiosissimo escamotage per abbattere costi di costruzione e prezzo di vendita: chiedere la concessione edilizia per costruire un monolocale di 45 metri quadrati al piano terreno. E poi, come consente il regolamento edilizio, aggiungere altrettanti metri quadrati sopra (il sottotetto-mansarda) e sotto (il seminterrato-tavernetta). Abitazioni che, sulla carta, sono monolocali ma nella realtà vere e proprie villette.
Fibrillazione
Non c'è solo questo, nelle pratiche edilizie finite sotto la lente del sostituto procuratore della Repubblica Massimo Mannucci. Ma il semplice fatto che i carabinieri siano andati a frugare nelle pieghe di quella che è stata, senza ombra di dubbio, la principale modalità di costruzione degli ultimi quindici anni a Livorno, ha messo in fibrillazione tutto l'ambiente del mattone: chi quelle case ha venduto, chi l'ha progettate, chi l'ha comprate e le abita.
Una denuncia
L'inchiesta è partita da una denuncia. Mannucci ha delegato i carabinieri a seguirla, incaricando un consulente tecnico d'ufficio di eseguire gli accertamenti. I carabinieri hanno acquisito, a più riprese, una corposa documentazione all'ufficio edilizia privata del Comune e poi, dopo aver studiato le carte, hanno avviato i sopralluoghi. Le abitazioni finite sotto osservazione si trovano tutte nelle fascia collinare: al Limoncino, allo Stillo, a Collinaia, a Montenero, e sono state costruite in momenti diversi, dal 2001 in poi. Sono state acquisite anche pratiche ancora non autorizzate, all'esame della commissione edilizia. Due le tipologie di interventi interessati dall'inchiesta: le nuove edificazioni ma anche le sostituzioni edilizie, con le quali sono state trasferite volumetrie dagli annessi, abbattuti, all'edificio principale.
Ipotesi
Sfugge, al momento, l'ipotesi che ha mosso la magistratura, perchè l'unico denominatore comune delle pratiche edilizie è l'area geografica. Diversi sono gli interventi, differenti anche i progettisti e i funzionari comunali che hanno istruito le pratiche. L'inchiesta è appena agli inizi e per il momento non ci sono indagati.
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