Via Grande, il piccolo degrado quotidiano che si accumula negli anni
Juna Goti
Porticati imbrattati, buche e transenne ovunque
E qualche negozio ha ancora i festoni di Natale
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LIVORNO. Guardando al futuro, il centro pensa "in Grande". Lo fa con un percorso partecipativo che coinvolge centinaia di livornesi e che proprio in questi giorni sta entrando nel vivo con le prime riunioni dei gruppi tecnici. Ma se nello storico Pentagono del Buontalenti fare grandi progetti è legittimo (oltre che urgente), pensare intanto un po' "in piccolo" non sarebbe male.
Ci hanno provato alcuni commercianti che a una colonna presa di mira dall'urina e dalle biciclette hanno affisso un cartello: "Sono stati chiamati i vigili, se volete che le vostre biciclette non vengano portate via siete pregati di spostarle". E ancora: "Come residenti fate richiesta al Comune per l'installazione di rastrelliere, grazie per la collaborazione". Forse - e purtroppo - i livornesi di scoglio c'hanno fatto l'occhio: ma passeggiare sotto ai portici, da qualche anno a questa parte, non è diventato esattamente un piacere.
Provando a lasciare da parte le colonne scalcinate o rivestite di metallo, il pavimento in marmo rattoppato da strisce di gomma, i marciapiedi che si sgretolano, le buche che interrompono la passeggiata e l'illuminazione quasi post bellica (tutti interventi che a questo punto, dato lo stato di trascuratezza, richiedono investimenti importanti da parte del pubblico e del privato), c'è un mare di "piccoli" accorgimenti che per dare un volto diverso a via Grande non avrebbero bisogno di mega percorsi partecipativi.
Un esempio? I box della free press: sono tutti diversi, spesso rotti e magari anche usati come cestini. E poi, cosa ci fanno le bilance in stile anni Settanta ancora incatenate alle colonne? A quanto pare soprattutto ruggine. I vasi dei fiori sono vuoti, le piane ormai secche, oppure sono rotti e riempiti di bisogni impellenti. Perché quando si tratta di "urgenze" non c'è bon ton che tenga. L'occhio, il naso e il flash della macchina fotografica non possono fare a meno di notarlo: cani e proprietari, come lamentano i commercianti, "la fanno a tutti gli angoli".
Poi ci sono le scritte: a pennarello, a bomboletta e a chiave, impresse direttamente sul marmo. Ma parlare dei graffiti sarebbe quasi scontato e insignificante rispetto al mare di transenne che nelle ultime settimane sono spuntate per indicare ai pedoni di aggirare la buca di turno. I commercianti puliscono, ma in qualche caso ci mettono del loro: perché gli arredi sono tutti diversi e c'è chi, in pieno luglio, ha ancora appese le luci di Natale. Quindi c'è da chiedersi: pensiamo in Grande? Ok, ma intanto agiamo almeno in piccolo.
Ci hanno provato alcuni commercianti che a una colonna presa di mira dall'urina e dalle biciclette hanno affisso un cartello: "Sono stati chiamati i vigili, se volete che le vostre biciclette non vengano portate via siete pregati di spostarle". E ancora: "Come residenti fate richiesta al Comune per l'installazione di rastrelliere, grazie per la collaborazione". Forse - e purtroppo - i livornesi di scoglio c'hanno fatto l'occhio: ma passeggiare sotto ai portici, da qualche anno a questa parte, non è diventato esattamente un piacere.
Provando a lasciare da parte le colonne scalcinate o rivestite di metallo, il pavimento in marmo rattoppato da strisce di gomma, i marciapiedi che si sgretolano, le buche che interrompono la passeggiata e l'illuminazione quasi post bellica (tutti interventi che a questo punto, dato lo stato di trascuratezza, richiedono investimenti importanti da parte del pubblico e del privato), c'è un mare di "piccoli" accorgimenti che per dare un volto diverso a via Grande non avrebbero bisogno di mega percorsi partecipativi.
Un esempio? I box della free press: sono tutti diversi, spesso rotti e magari anche usati come cestini. E poi, cosa ci fanno le bilance in stile anni Settanta ancora incatenate alle colonne? A quanto pare soprattutto ruggine. I vasi dei fiori sono vuoti, le piane ormai secche, oppure sono rotti e riempiti di bisogni impellenti. Perché quando si tratta di "urgenze" non c'è bon ton che tenga. L'occhio, il naso e il flash della macchina fotografica non possono fare a meno di notarlo: cani e proprietari, come lamentano i commercianti, "la fanno a tutti gli angoli".
Poi ci sono le scritte: a pennarello, a bomboletta e a chiave, impresse direttamente sul marmo. Ma parlare dei graffiti sarebbe quasi scontato e insignificante rispetto al mare di transenne che nelle ultime settimane sono spuntate per indicare ai pedoni di aggirare la buca di turno. I commercianti puliscono, ma in qualche caso ci mettono del loro: perché gli arredi sono tutti diversi e c'è chi, in pieno luglio, ha ancora appese le luci di Natale. Quindi c'è da chiedersi: pensiamo in Grande? Ok, ma intanto agiamo almeno in piccolo.
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