Il presidio
Coteto insorge contro i nomadi
In una settimana ha raccolto 375 firme, insieme ai negozianti di Coteto. «Vogliamo più controlli». È la richiesta alle istituzioni di Paolo Terranova. Secondo i cittadini, nel quartiere avvengono furti e altri episodi di criminalità legati al folto gruppo di nomadi che stazionano in zona.
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LIVORNO. In una settimana ha raccolto 375 firme, insieme ai negozianti di Coteto. «Vogliamo più controlli». È la richiesta alle istituzioni di Paolo Terranova. Secondo i cittadini, nel quartiere avvengono furti e altri episodi di criminalità legati al folto gruppo di nomadi che stazionano in zona. «Li vedo ogni mattina e ogni sera - dice - o mentre se ne stanno alla pinetina di via Toscana, oppure quando tornano nei loro accampamenti, dove una volta c'era il luna park o dietro i cimiteri della Misericordia. All'ora del rientro è quasi una processione: una sera ne ho contati davvero tanti». La casa della famiglia Terranova, di recente, è stata visitata dai ladri. «Non c'è dubbio - spiegano i coniugi - che si tratti di opera di nomadi, lo hanno confermato anche le forze dell'ordine dove abbiamo fatto denuncia: hanno preso oggetti d'oro e un orologio. Per il resto hanno lasciato tutto. C'era una discreta quantità di argento e non l'hanno toccato. Hanno avuto poco tempo perché nel palazzo hanno visto il portone aperto e hanno chiesto se c'era qualcuno nei paraggi. A quel punto, se ne sono andati. Però potete immaginare lo stato d'animo di chi rientra a casa e la trova in quelle condizioni. Ci si sente violati. Senza contare che stiamo facendo sacrifici per l'acquisto di quella casa, con un mutuo che stiamo continuando a pagare». Da questo episodio, è scaturita la decisione di preparare una sorta di petizione - per la verità assai breve, appena poche righe - che è passata dai negozi di quartiere. «Anche i commercianti conoscono bene questa situazione - dice Paolo Terranova - perché queste persone entrano anche nei negozi, chiedono soldi oppure roba da mangiare. E quando gli viene rifiutata magari provano a rubare qualcosa. Capite che così non si può andare avanti. E non crediamo di essere razzisti quando chiediamo alle istituzioni di essere presenti e di proteggere la serenità e la vita normale degli abitanti di questa zona». Terranova cita, come esempio, ciò che è successo in questi giorni, quando ci sono stati lavori al semaforo che regola l'incrocio fra la via Aurelia e Coteto. «Essendo temporaneamente fuori uso il semaforo - spiega - a dirigere il traffico ci sono stati molti vigili urbani. Ecco, in questi giorni non si è visto neppure un nomade. Significa che basta poco: quando vedono qualcuno in divisa, cambiano strada e non si presentano neppure».
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