Bimbo lasciato sul bus la parrocchia si scusa con la famiglia
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LIVORNO. «E' successo un episodio che non sarebbe dovuto accadere, e di questo ci scusiamo con la famiglia del piccolo dimenticato sul bus, ma assolutamente è un episodio involontario e occasionale. Per questo speriamo che i genitori del bambino vogliano comporre in maniera fraterna ed amichevole questa vicenda». Ma alle parole che arrivano dalla parrocchia di San Pio X il padre del bambino risponde che dovrà pensarci bene e a mente fredda: adesso lui e la moglie devono assistere il figlioletto di 6 anni che si sta riprendendo dalla disavventura ma che avrà bisogno di tutto il loro aiuto. Il giorno dopo la clamorosa svista del bambino dimenticato dagli accompagnatori sul bus Atl che lo portava al mare e ritrovato in lacrime da una passeggera, alla parrocchia di via delle Sorgenti si recita il "mea culpa". Chi opera nella realtà dell'oratorio spiega che si è trattato di un fatto tanto spiacevole quanto involontario, e che probabilmente è nato anche perchè i centri estivi della parrocchia sono frequentatissimi. Da tre anni infatti - spiegano alla chiesa delle Sorgenti - sono attivi i "Grest", i gruppi estivi, che stanno riscuotendo sempre più adesioni, sia nel quartiere che da altre zone cittadine, adesioni cui è spesso difficile dire di no nonostante il numero degli iscritti sia salito oltre le previsioni. E forse proprio questa è stata una delle ragioni che hanno contribuito al fatto di venerdì mattina: secondo quanto è stato riferito dalla parrocchia, seppure divisi in due gruppi, c'erano più di 50 ragazzini che stavano andando al mare, e il numero ha favorito senz'altro la disattenzione, la prima in tre anni di attività, e questo nonostante che ci fosse un buon numero di accompagnatori, una dozzina circa. «Questa non vuole essere una giustificazione - spiegano in parrocchia - ma purtroppo a volte capita di sbagliare, e di questo chiediamo scusa alla famiglia, nella speranza che si possa trovare una soluzione amichevole». Una richiesta che al momento non viene raccolta dai genitori del bambino, che subito dopo il fatto hanno querelato gli accompagnatori: «E' troppo presto per prendere una decisione su questo argomento - ha spiegato ieri il padre del piccolo - ci penseremo tra qualche giorno, a mente fredda». Allo stesso il babbo ha spiegato che il figlioletto sta cercando di superare lo shock dopo la brutta avventura, ma che il fatto di restare da solo, abbandonato sul bus, si è fatto sentire pesantemente sull'animo di un bambino di appena 6 anni. «E' voluto tornare a dormire nel nostro letto - ha riferito il genitore - e ci ha raccontato di aver fatto un brutto sogno. Adesso dobbiamo aiutarlo a superare il trauma». E il padre spiega il senso della denuncia: «Siamo convinti che sia stato un fatto involontario, ma allo stesso tempo riteniamo che gli accompagnatori abbiano dimostrato di non essere all'altezza del loro compito: per questo non basta la buona volontà, ma serve anche professionalità. Altrimenti - conclude - è sicuramente meglio non fare certe attività. I bambini non devono correre certi rischi».
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