Il Tirreno

Livorno

Bimbo dimenticato sull'autobus

Anna Cecchini
Il capolinea dei bus Atl, alla stazione
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Il capolinea dei bus Atl, alla stazione

Era con i volontari di un centro religioso, i genitori querelano la parrocchia

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 LIVORNO. Piangeva, seduto da solo su un posto del bus di linea dell'Atl, mentre con le sue piccole mani di bambino stava avvinghiato all'unica certezza di quel momento così angosciante, il sedile di plastica arancione del pullman. Lo ha notato una mamma, che con la sua bambina è salita sul mezzo. Gli ha chiesto chi fosse, se fosse con qualcuno.  Lui le ha detto nome e cognome, aggiungendo: «mi hanno lasciato qui». A dimenticarlo sul bus alcuni volontari che si occupano delle attività di un centro estivo per i più piccoli e che ieri mattina dovevano accompagnare i bambini al mare. Protagonista della disavventura un bambino di sei anni, che con la famiglia abita in città. I genitori, angosciati per quello che sarebbe potuto accadere al loro bambino, hanno deciso di sporgere querela contro la parrocchia. «Mio figlio - dice Donatella, la mamma - è iscritto al centro estivo della parrocchia San Pio X alle Sorgenti. Il venerdì è prevista la gita al mare in uno stabilimento balneare vicino allo Scoglio della Regina. Stamani (ieri, ndr) mio marito ha portato il bimbo alla sede del centro e noi siamo andati al lavoro». Alle 11 Donatella è stata chiamata al cellulare. Ha sentito una voce maschile, era un dipendente dell'Atl. «Mi ha detto che mio figlio - spiega la donna - era lì con lui, al capolinea dell'Atl, alla stazione. Mi sono precipitata e ho saputo cosa è successo». Il piccolo intorno alle 9 è salito sull'autobus con gli altri compagni e i volontari del centro parrocchiale. Destinazione scoglio della Regina. Solo che al mare non ci è mai arrivato. Che sia stata una sua distrazione o quella dei volontari, il bambino è rimasto sull'autobus, che ha continuato il suo giro attraverso la città. Per circa un'ora lui è stato fermo e buono, abbarbicato a quel sedile. Poi ha cominciato a piangere. Così una signora salita sul pullman ci ha parlato e con lui ha raggiunto il capolinea, dove ha avvertito il personale dell'Atl. «Mio figlio - spiega la mamma - si è ricordato il numero del mio cellulare e mi hanno avvertito. Ringrazio la signora che lo ha aiutato e il personale dell'Atl, ma è stata un'esperienza angosciante». La donna è andata alla parrocchia a chiedere spiegazioni. «Mi hanno detto che non era possibile - dice ancora -, e dopo hanno aggiunto che è stato un errore umano, uno sbaglio nel conteggio dei bambini al momento di scendere dal bus. La cosa assurda è che prima di mezzogiorno, quando sono andata in parrocchia, ancora non si erano accorti che mio figlio mancava all'appello».  La signora è rimasta colpita dall'accaduto e, con il marito, ieri pomeriggio è andata in Questura e ha presentato una querela. «È inammissibile - conclude Alberto, il babbo del piccolo - lasciare un figlio di sei anni a una struttura che pensi sia professionale e poi scoprire che lo dimenticano su un pullman. In Questura ci hanno detto che si prospetta il reato di abbandono di minore. Abbiamo deciso di raccontare la nostra storia, perché ci sembra giusto informare gli altri genitori di quello che può accadere ai loro bimbi».

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