Il presidio
Il rappresentante dellAnm: «Protesta necessaria, il governo sbaglia»
Magistrati in sciopero
lu.dem.
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Il sostituto procuratore Massimo Mannucci presidente dellAnm livornese Si sono svolti solo i processi con detenuti
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LIVORNO. Adesione compatta dei magistrati alla giornata di astensione. Ieri anche nei palazzi di giustizia livornesi c'è stata la protesta, alla quale sono sfuggiti soltanto i processi urgenti, quelli con la presenza di imputati detenuti. Nel processo per l'omicidio del cecinese Danilo Marzi, ad esempio, che si celebra davanti alla Corte d'assise presieduta dal giudice Antonio Del Forno, il pubblico ministero Giuseppe Rizzo è regolarmente presente per tutto il suo svolgimento, ma ha fatto mettere a verbale, proprio all'inizio dell'udienza, che anche lui aderiva comunque alla giornata di mobilitazione indetta a livello nazionale dalla magistratura. L'astensione riguardava sia la presenza in udienza sia l'attività giudiziaria in genere. Una decisione presa «per esprimere le ragioni di critica e di dissenso nei confronti della legge delega sull'ordinamento giudiziario all'esame del Parlamento», ha spiegato in un comunicato il sostituto procuratore Massimo Mannucci, presidente della sottosezione livornese dell'Associazione nazionale magistrati. «I magistrati aderenti all'astensione si sono impegnati nel ridurre al minimo i disagi dei cittadini - ha aggiunto Mannucci - rispettando il rigoroso codice di autoregolamentazione della categoria, garantendo la trattazione dei processi con imputati detenuti e di tutti i processi urgenti civili e penali». L'agitazione indetta dai magistrati mette nel mirino il governo per i provvedimenti contenuti nella Finanziaria che penalizzano fortemente anche gli appartenenti all'ordine giudiziario dal punto di vista economico, bloccandone le progressioni di carriera. Già la scorsa settimana c'era stata una prima forma di protesta, con il blocco delle attività di supplenza attuato dai magistrati, che si sono astenuti dallo svolgere compiti che a loro non sono assegnati dalla legge: nelle cause civili, così, la verbalizzazione è stata effettuata dal personale di cancelleria. «La forte presa di posizione assunta dalla magistratura - conclude il rappresentante dell'Anm a Livorno - è stata resa necessaria per ricordare a tutti i cittadini che la legge delega produrrà guasti nell'intera organizzazione giudiziaria, si porrà in contrasto con la Costituzione e renderà ciascun giudice e ciascun magistrato del pubblico ministero meno indipendente e meno efficiente nell'esercizio delle sue funzioni».
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