Italia
Filippo Cerulo promosso questore
Lara Loreti
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PROMOZIONE. Filippo Cerulo è stato nominato questore laltro ieri Il vicario della questura, 57 anni: a Livorno un pezzo del mio cuore
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LIVORNO. Quasi 40 anni di carriera, sempre al servizio del prossimo e delle istituzioni, vissuti con intensità e all'insegna dell'eccellenza. L'altro ieri, Filippo Cerulo, vicario della questura, è stato nominato questore. Una qualifica importante che va a coronare il suo brillante percorso professionale. Per il momento Cerulo resta in città, ma probabilmente entro l'estate sarà trasferito in un'altra provincia o a Roma presso il ministero dell'Interno. Una nomina che gonfia d'orgoglio e commozione il cuore generoso di Cerulo, amato in città e all'interno della questura per la sua lealtà e per la disponibilità. «Sono contento e soprattutto sono grato a questa città e ai miei colleghi, sia i poliziotti sia il personale civile - dice Cerulo commosso - Sono qui da tre anni e nel corso di questo periodo ho avuto modo di conoscere e apprezzare delle persone oneste che mi hanno dato tanto e da cui ho imparato moltissimo. Cito uno su tutti, il decano Paolo Rossi, simbolo della questura livornese, una persona speciale a cui mi sento legato da un profondo affetto. Ringraziamenti particolari vanno al questore, Nicola Zito, e al prefetto Domenico Mannino». Cinquantasette anni, sportivo per passione e dotato di grande spirito di squadra, Filippo Cerulo è entrato in polizia all'età di 18 anni, quando ha cominciato a frequentare l'Accademia a Roma. Tra i suoi interventi più memorabili, quello in Trentino Alto Adige nella tragedia di Stava del 1985, dove persero la vita quasi 300 persone; il ritrovamento con i sommozzatori di 700 tonnellate di esplosivo in mare, a 70 metri di profondità alle Saline, al largo di Reggio Calabria; il comando della scuola della polizia postale a Genova. Inoltre, Cerulo ha anche partecipato come perito alle selezioni degli agenti a Roma e in altre città italiane, ha fatto tanti anni di polizia giudiziaria a La Spezia ed ha lavorato al reparto mobile a Genova. A Livorno, dove sta da tre anni, ha ricevuto vari premi tra cui quello per il caso dei quattro bimbi rom morti a Pian di Rota. «Se e quando dovrò lasciare la questura livornese se ne andrà una parte di me - dice Cerulo - Qui sono stato benissimo. Vi porterò sempre nel cuore».
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