Il Tirreno

Livorno

Lo sfogo dei titolari dell’Ostricaio: il moletto di Ardenza è il salotto della città, non va trascurato

«Sommersi dalle alghe, è una vergogna»

Francesca Rapposelli
Le alghe accumulate al moletto di Ardenza
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Le alghe accumulate al moletto di Ardenza

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 LIVORNO. «Da tre anni chiediamo al Comune e all'Aamps di venire a verificare le condizioni del lungomare, ma dicono che non sanno di chi è il demanio in questo tratto e dunque non possono intervenire. Abbiamo persino proposto di contribuire economicamente, seppure non ci spetti, ma niente da fare». Carlo Ceselli, titolare del ristorante L'Ostricaio, su viale Italia, è esasperato. La stagione estiva è iniziata, il locale è sempre pieno, ma i clienti sono costretti a mangiare davanti ad un enorme accumulo di alghe e immondizia, sotto il quale sbucano due barche e tra cui sono cresciute persino delle piante. E, se non bastasse l'impatto visivo decisamente negativo, l'odore che proviene dalla stratificazioni di alghe non è proprio il miglior accompagnamento olfattivo durante un pranzo sul lungomare. Somiglia piuttosto ad un fetore terribile che si preferirebbe evitare in qualsiasi occasione. «È una vergogna - continua il ristoratore - che il salotto buono della città non venga considerato dall'amministrazione comunale, che invece si è dedicata a ripulire altre zone meno frequentate». Come se non bastasse il disagio di proprietari e clienti del ristorante, lunedì mattina i commercianti si sono trovati di fronte a una sgradita sorpresa: «Una gru sollevava le alghe che invadono il moletto di Ardenza, e invece di inserirle negli appositi cassoni, le buttava dietro il ristorante, peggiorando il nostro problema, al punto che siamo stati costretti a chiamare i vigili. Questi lavori non dovrebbero essere fatti nella stagione calda, soprattutto perché l'attività delle baracchine è già iniziata. Non è un problema soltanto nostro, ma di tutta la città. Gli angoli più belli sono lasciati al degrado: che figura ci facciamo con i turisti?».

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