Meteo
Rubano la colletta per la postina morta
◗
Il retro delle Poste in via Masi: da qui sono entrati i ladri Raid dei ladri nella notte all'ufficio di via Masi: allarme e telecamere non funzionavano
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Hanno messo a soqquadro l'ufficio postale di via Masi, quello dove vengono distribuiti pacchi e raccomandate non consegnati a domicilio, mettendo a asoqquadro i locali alla ricerca di soldi. Particolare sconcertante, i ladri, dopo aver aperto assicurate e raccomandate hanno preso i soldi di una colletta dei dipendenti delle poste per la famiglia di una loro collega deceduta. Il furto è stato scoperto ieri mattina presto, all'incirca alle 5, quando i primi dipendenti dell'ufficio postale alle spalle della stazione sono entrati al lavoro. Gli impiegati hanno trovato i locali completamente a soqquadro, con mobili e cassetti rovesciati, e i sacchi della corrispondenza aperti e rovesciati nel pavimento. La stessa scena si ripeteva nel grande salone dove viene ricevuto il pubblico come nella sala di lavoro e negli uffici dei dirigenti e funzionari al piano superiore dell'edificio. Veniva così dato l'allarme alle forze dell'ordine. Il primo intervento, immediato, da parte di una pattuglia dei vigili urbani, che hanno compiuto un sopralluogo negli uffici devastati, dove poi sono giunti anche gli specialisti della polizia scientifica per fare i rilievi e cercare eventuali tracce dei ladri. Si è così visto che i malviventi avevano sfondato, probabilmente con un piede di porco, una porta sul retro della struttura dove, fino a qualche tempo fa, la notte veniva smistata la corrispondenza da e per Livorno (ora lavorata a Pisa). Servendosi dello stesso attrezzo i ladri hanno percorso sistematicamente l'intero edificio, sfondando porte e armadi, alla ricerca di soldi. Soldi che però non c'erano. Così i ladri hanno preso i sacchi della corrispondenza e li hanno rovesciati sul pavimento, mettendosi ad aprire raccomandate e assicurate nella speranza di trovare denaro o assegni. Su questo versante non si sa ancora se la ricerca dei malviventi abbia dato esito positivo o meno. Certo, visto che i ladri si sono dedicati anche a scassinare sistematicamente le macchinette che distribuiscono snack e bevande, alla ricerca degli spiccioli contenuti nelle gettoniere, farebbe pensare che nelle lettere abbiano trovato ben poco. La parte più notevole del bottino i ladri potrebbero averla trovata in maniera casuale, quando hanno rovesciato i cassetti delle scrivanie negli uffici. In uno di questi, infatti, era custodita una somma abbastanza alta, circa 1.500 euro, che era stata raccolta tra i dipendenti delle Poste livornesi che si erano impegnati in una colletta in favore della famiglia di Marcella Guidotti, una loro collega portalettere di Buriano, in provincia di Grosseto, deceduta per un grave malore circa un mese addietro. Una somma frutto della solidarietà dei colleghi che sarebbe stata consegnata a breve, e che invece è finita nelle tasche dei ladri. Alla fine i dipendenti postali hanno riassettato gli uffici e sono riusciti a garantire la regolare apertura al pubblico. I danni, comunque sono notevoli: si parla di diverse migliaia di euro, probabilmente più di 10mila, solo per gli infissi e gli arredamenti distrutti. Particolare sconcertante, la sede delle Poste di via Masi sarebbe stata difesa sia da un sistema di allarme che da alcune telecamere, che però, non sono in funzione. E il sistema antintrusione è stato disattivato da quando la lavorazione della corrispondenza è stata trasferita a Pisa. Col risultato che la notte, come prova il raid dei ladri, la struttura è alla mercé di balordi e delinquenti. E a questo proposito un altro episodio di danneggiamenti venne denunciato qualche tempo addietro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
