Il Tirreno

Livorno

L’ASSESSORE

«Insistiamo perché lo Stato conceda più classi»

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 LIVORNO. «La legge ha trasferito le competenze delle scuole per l'infanzia allo Stato, a cui spetta l'eventuale avvio di nuove sezioni. Il Comune si può occupare di fornire le strutture e, come noi facciamo da anni, muoversi verso lo Stato perché attivi queste classi. Altro non possiamo fare». Carla Roncaglia, assessore comunale alle politiche educative, spiega che le lunghe liste di attesa per gli asili comunali (323 bambini) sono da spiegarsi anche con l'incremento del numero di bimbi in uscita dagli asili nido di pertinenza comunale.  «C'è una grande richiesta di asili nido e su quelli noi abbiamo competenza - dice Roncaglia - quindi abbiamo aumentato i posti disponibili». Il fatto è che poi, anche per continuità educativa, questi piccoli dovrebbero confluire nelle scuole materne. «Per fare fronte alle molte richieste - dice ancora l'assessore - abbiamo mantenuto le 13 scuole per l'infanzia comunali, quando in altre cittadine toscane come Prato, Pisa e Lucca sono state chiuse, ma non possiamo aprirne altre, la Corte dei conti impedirebbe espansioni di spese per questo settore».  Roncaglia chiarisce comunque che la quantità dei bambini davvero esclusi da tutti i servizi per la prima infanzia saranno meno degli attuali 323. «Bisogna aspettare settembre - conclude - quando le iscrizioni a statali e private saranno chiare. Credo che si arriverà a un totale di 150-180 esclusi da tutti i servizi».

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di Redazione web