Processo per una casa popolare il sindaco ascoltato come testimone
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LIVORNO. «Ho suggerito alla famiglia di seguire il normale percorso previsto per chiedere l'assegnazione di una casa popolare e, vista la grave condizione in cui mi sembrava la moglie, ho chiesto al presidente di Spil se poteva trovare un alloggio ai due». Queste, in sintesi, le dichiarazioni del sindaco Alessandro Cosimi, che ieri è stato ascoltato come testimone per il processo a Giovanni Bencini, ex dirigente del'Ufficio patrimonio del Comune e Piero Guidotti, assegnatario di un alloggio popolare. Ambedue sono accusati di abuso d'ufficio. Ieri davanti al collegio presieduto da Gabriella Marinelli (Dani e Iadaresta giudici a latere) sono stati ascoltati il primo cittadino e anche Riccardo Vitti, presidente della Spil. L'ex assessore Alfio Baldi si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Il sindaco ha detto che conosceva di vista Guidotti. «Lui e la moglie, che una volta ha minacciato atti autolesionistici - ha detto Cosimi -, mi hanno atteso molte volte in Comune. Li ho incontrati. Di fronte alla drammaticità della loro situazione ho chiesto a Vitti se la Spil poteva dare una mano a questa famiglia. Poi ho segnalato il caso a Baldi, in quanto assessore competente, il quale mi disse che era stata trovata una soluzione, credo fosse normale che l'assessore si rivolgesse a Bencini, il funzionario del settore casa».
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