Il Tirreno

Livorno

«Ma così si blocca tutto»

I fanghi depositati nella vasca di colmata, nel cielo un elicottero dei carabinieri del Noe
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I fanghi depositati nella vasca di colmata, nel cielo un elicottero dei carabinieri del Noe

L'Autorità Portuale ora teme per la seconda vasca

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 LIVORNO. E ora? Si avvertiva un palpabile sconcerto, ieri mattina, all'Autorità Portuale, dopo la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini. Se la prima vasca di colmata è considerata alla stregua di una discarica abusiva, chi si azzarderà a costruire e poi gestire la seconda? E la seconda vasca di colmata è tutto per il porto: sarà il terrapieno su cui sarà costruita la Darsena Europa, la maxi banchina a cui è legata la sopravvivenza di Livorno nei giro dei porti importanti. E sarà anche il posto dove saranno messi tutti i materiali di escavo dei dragaggi dei prossimi anni. Fra l'altro, la gara d'appalto - costo previsto 28 milioni - è già stata bandita.  L'assunto dell'inchiesta, portata avanti dal nucleo ecologico dei carabinieri di Grosseto su delega della Procura, ha infatti un potenziale esplosivo devastante. E cioè che tutto quello che è stato scavato nel porto e che è stato poi conferito nella vasca è "rifiuto" e dunque come tale andrebbe trattato. «Se passasse questa tesi, non si potrebbe più realizzare nulla». Ma a Palazzo Rosciano si è fiduciosi che la magistratura saprà comprendere. Anche perchè - ricorda il legale a cui si è affidata l'Autorità Portuale, Paolo Bassano - «un pronunciamento c'è già stato ed è stato favorevole all'Autorità Portuale». E' la sentenza con cui il tribunale del Riesame, nel gennaio 2009, ha accolto l'istanza di dissequestro della vasca di colmata. «Il punto - ricordano all'Autorità Portuale - è che l'indagine sembra non tener conto delle novità legislative che sono intervenute dal momento in cui è stata avviata. Ma abbiamo fiducia che ogni equivoco sarà chiarito».  Già con la legge 296 del 27 dicembre 2006 era stato chiarito che i fanghi non dovevano essere considerati alla stregua di rifiuti speciali. Ma ogni dubbio è caduto con il decreto del ministro dell'ambiente del 7 novembre 2009.  «La diatriba - spiega Roberto Piccini, presidente della Port Authority - sta nell'interpretazione della normativa: se, cioè, i fanghi di mare possano essere considerati materiali da discariche o, come dice la normativa, possono essere usati per le vasche di colmata. E' un problema nazionale. Casualmente è avvenuto a Livorno, ma tutti i porti si sono adeguati alle direttive arrivate dal ministero dell'Ambiente». Quello di Livorno può diventare un caso nazionale. C.M.

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