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Ma a Guasticce i lavori vanno a rilento
Errori nel progetto: per il nuovo collettore necessario abbattere il ponte di via della Chiesa
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COLLESALVETTI. «Sicurezza? Per noi, è sinonimo di sopravvivenza. Non possiamo continuare a vivere in funzione del tempo». Le parole di Anna Maria Pagni, presidente del consiglio di frazione di Guasticce, lasciano trapelare l'amarezza per la situazione in cui versa la frazione da molti anni. Insomma, la necessità di un piano organico sulla messa in sicurezza idraulica richiesto dal sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, racchiude la speranza di non ritrovarsi, ogni volta, a dover far fronte, a fiumi di acqua che invadono strade ed abitazioni. Se da un lato, nella giornata di domenica, le cinque idrovore hanno, in parte, funzionato, dall'altro, da sottolineare il ritardo con cui sono state attivate. «Inadempienze e problematiche mai affrontate nel corso degli anni» dice Pagni «hanno solo acuito il fenomeno: basti pensare che, alla fine, ci sono voluti cinque anni per far partire i lavori al Fosso delle Chiaviche. Domenica, abbiamo sollecitato più volte l'intervento dell'Ufficio Fiumi e Fossi. Il livello dell'acqua era alto ed è impossibile pensare di utilizzare le idrovore quando la situazione è già critica. La Protezione Civile dirama sempre un resoconto dettagliato, così da poter prevenire gli allagamenti; nel nostro caso invece, ancora una volta, abbiamo dovuto sollecitare noi l'intervento, visto che anche l'Acqua Salsa non riceveva più». I lavori al Fosso in un anno si sono già bloccati per due ragioni: «la prima relativa alla presenza del ponte in via della Chiesa e alla necessità di demolirlo, la seconda per la dimensione non sufficiente del tubo». Un problema di non poco conto che poteva essere evitato prestando più attenzione al momento della stesura del progetto. S.L.
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