Il presidio
Referendum sull'ospedale: Cosimi anticipa la data
Alessandro Guarducci
Il referendum sulla localizzazione del nuovo ospedale si farà. E in attesa di sapere quello che sarà l'esito delle urne, il comitato referendario un risultato lo ha comunque già ottenuto: la consultazione si terrà il prima possibile.
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LIVORNO. Il referendum sulla localizzazione del nuovo ospedale si farà. E in attesa di sapere quello che sarà l'esito delle urne, il comitato referendario un risultato lo ha comunque già ottenuto: la consultazione si terrà il prima possibile. Il sindaco ha infatti chiesto alla macchina comunale di attrezzarsi per far svolgere la votazione già il prossimo 15 ottobre, cioé la prima data utile consentita dallo Statuto.
Quindi tra appena quattro mesi i livornesi saranno chiamati ad esprimersi sulla località che è stata scelta dall'amministrazione per realizzare l'ospedale (con tanto di delibera approvata dal consiglio comunale), dicendo sì o no all'ipotesi di Montenero (o per essere più precisi alla zona Villa Serena-Pascoli). Ma in pratica, quello che esprimeranno i livornesi sarà un voto a favore o contro il nuovo presidio sanitario. Con il sindaco che ha più volte ribadito che rispetterà la volontà popolare.
Ma come mai a Palazzo Civico c'è tutta questa fretta di andare al voto? Il motivo è ben preciso, anche se nessuno vuole dichiararlo, e riguarda il bando di gara per l'appalto dei lavori. Un bando di gara (a livello europeo) che nelle intenzioni dell'Asl si sarebbe dovuto aprire già a maggio, ma che invece ultimamente - e in particolare dopo il raggiungimento delle firme necessarie per indire il referendum - ha subìto un rallentamento se non una vera e propria frenata. E non potrebbe essere diversamente: avviare una procedura di gara sotto la spada di Damocle del referendum è molto pericoloso, e proprio in questi giorni il Comune, la Regione e l'Asl si stanno chiedendo - consultando i rispettivi uffici legali - se sia davvero il caso di correre rischi o se non sia meglio rinviare la gara di qualche mese, anticipando appunto il referendum: revocare una procedura di gara - cosa che avverrebbe nel caso in cui dovessero prevalere i no all'ipotesi di Montenero - significherebbe per l'Asl esporsi alle richieste di risarcimento danni da parte delle imprese che hanno manifestato interesse, magari spendendo centinaia di migliaia di euro per presentare i progetti.
E' vero che il sindaco Alessandro Cosimi e il direttore dell'Asl Monica Calamai non hanno mai parlato, per ora, di un possibile rinvio. Ma entrambi, anche nel corso dei recenti incontri, hanno evidenziato la necessità di cautelarsi nel bando di gara. Una possibile cautela potrebbe essere quella di inserire nel bando una clausola relativa appunto all'esito del referendum: Asl e Comune non hanno scartato questa eventualità, ma appare a tutti evidente che la presenza di una simile condizione terrebbe automaticamente alla larga le imprese interessate a costruire il nuovo ospedale.
Di conseguenza è più probabile che l'Asl metta a punto tutti i dettagli del bando di gara già nelle prossime settimane, ma che poi attenda l'esito del referendum per avviare eventualmente le procedure in modo da farsi trovare: se il voto dei livornesi dovesse confermare la scelta di Montenero, l'Asl sarebbe pronta ad aprire il bando per l'appalto dei lavori.
Quindi tra appena quattro mesi i livornesi saranno chiamati ad esprimersi sulla località che è stata scelta dall'amministrazione per realizzare l'ospedale (con tanto di delibera approvata dal consiglio comunale), dicendo sì o no all'ipotesi di Montenero (o per essere più precisi alla zona Villa Serena-Pascoli). Ma in pratica, quello che esprimeranno i livornesi sarà un voto a favore o contro il nuovo presidio sanitario. Con il sindaco che ha più volte ribadito che rispetterà la volontà popolare.
Ma come mai a Palazzo Civico c'è tutta questa fretta di andare al voto? Il motivo è ben preciso, anche se nessuno vuole dichiararlo, e riguarda il bando di gara per l'appalto dei lavori. Un bando di gara (a livello europeo) che nelle intenzioni dell'Asl si sarebbe dovuto aprire già a maggio, ma che invece ultimamente - e in particolare dopo il raggiungimento delle firme necessarie per indire il referendum - ha subìto un rallentamento se non una vera e propria frenata. E non potrebbe essere diversamente: avviare una procedura di gara sotto la spada di Damocle del referendum è molto pericoloso, e proprio in questi giorni il Comune, la Regione e l'Asl si stanno chiedendo - consultando i rispettivi uffici legali - se sia davvero il caso di correre rischi o se non sia meglio rinviare la gara di qualche mese, anticipando appunto il referendum: revocare una procedura di gara - cosa che avverrebbe nel caso in cui dovessero prevalere i no all'ipotesi di Montenero - significherebbe per l'Asl esporsi alle richieste di risarcimento danni da parte delle imprese che hanno manifestato interesse, magari spendendo centinaia di migliaia di euro per presentare i progetti.
E' vero che il sindaco Alessandro Cosimi e il direttore dell'Asl Monica Calamai non hanno mai parlato, per ora, di un possibile rinvio. Ma entrambi, anche nel corso dei recenti incontri, hanno evidenziato la necessità di cautelarsi nel bando di gara. Una possibile cautela potrebbe essere quella di inserire nel bando una clausola relativa appunto all'esito del referendum: Asl e Comune non hanno scartato questa eventualità, ma appare a tutti evidente che la presenza di una simile condizione terrebbe automaticamente alla larga le imprese interessate a costruire il nuovo ospedale.
Di conseguenza è più probabile che l'Asl metta a punto tutti i dettagli del bando di gara già nelle prossime settimane, ma che poi attenda l'esito del referendum per avviare eventualmente le procedure in modo da farsi trovare: se il voto dei livornesi dovesse confermare la scelta di Montenero, l'Asl sarebbe pronta ad aprire il bando per l'appalto dei lavori.
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