Il presidio
Precari in ansia, a settembre via 80 prof
Anna Cecchini
L'allarme della Cgil scuola. Villa: decine di supplenti resteranno senza lavoro
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LIVORNO. Il rischio è che nelle scuole superiori si perdano oltre 80 cattedre, buona parte delle quali sono attualmente coperte grazie ai professori precari. Docenti che, molto spesso ultraquarantenni, da lustri si accontentano di contratti annuali, nella speranza di entrare di ruolo. L'occasione per fare il punto sulle scuole medie di secondo grado dell'intera provincia e sull'allarme tagli degli insegnanti precari c'è stata ieri mattina, durante il convegno organizzato dall'ente di formazione professionale "Proteo fare sapere" con il patrocinio della Cgil, e svoltosi nella sede livornese del sindacato. «Al momento - dice Patrizia Villa, segretaria Flc Cgil provinciale - le comunicazioni certe dei perdenti posto nelle scuole superiori non sono arrivate, ma, basandoci sulle stime che i singoli presidi delle scuole ci hanno comunicato, si calcolano almeno 85 perdenti posto tra i professori delle superiori di città e provincia». Un taglio netto, dunque, che andrà a pesare sui docenti precari. «È chiaro - prosegue Villa - che questa del ministro Gelmini non è una riforma, ma una manovra economica incentrata sul risparmio». Molti gli interventi durante la mattinata di lavori. Oltre a Corrado Colangelo, della Flc Cgil nazionale, sono intervenute Lucia Sgarlata dell'Ufficio scolastico provinciale, Maria Grazia Battaglia, preside dell'Itcg Cerboni di Portoferraio e Maria Grazia Rocchi, preside dell'Isis Niccolini Palli. «Sono emersi - spiega Villa - i problemi dell'utilizzo nelle scuola delle quote di flessibilità e autonomia, come del resto quello della diminuzione del tempo scuola e della revisione della formazione professionale. Il rischio è che a settembre le superiori partano nel caos totale».
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