Italia
«Non è un criminale esperto è un emarginato o un disturbato»
L.L.
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La professoressa Laura Volpini 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Non un criminale esperto, di carriera. Piuttosto, una persona che sta tentando più azioni senza riuscire a pianificare colpi tali da arrivare a conclusione». A parlare è la professoressa Laura Volpini, psicologa e criminologa, docente di psicologia giuridica alla Sapienza di Roma. Livornese di nascita, ma adottata dalla capitale, si è laureata alla Sapienza con una tesi sulla violenza sessuale e si è occupata di numerosi casi che hanno coinvolto l'opinione pubblica nazionale. Uno su tutti, il delitto di Cogne, in cui la Volpini ha affiancato il professor Gaetano De Leo nella perizia disposta dalla Corte d'Appello sull'imputabilità di Anna Maria Franzoni e della perizia per valutare la pericolosità sociale e capacità genitoriale della stessa imputata. Abbiamo chiesto all'esperta una valutazione, in base agli elementi finora emersi, sul caso del maniaco che da 10 giorni semina il panico tra le donne livornesi. Cosa le fa pensare che non sia un molestatore esperto? «Da come agisce, sembra una persona che si approccia per la prima volta a questo genere di situazione. Si presenta a mani nude e volto scoperto. E colpisce la vittima, senza per fortuna arrivare a consumare la violenza sessuale. Da ciò, a un livello superficiale, si deduce che stia perfezionando le modalità di azione. Una cosa sembra certa: sa fuggire e sa scegliere tempi e vittime: agisce di notte, quando la città è deserta, prendendo di mira donne sole e vulnerabili». Cosa può spingere una persona a comportarsi così? «Nel caso l'autore sia uno straniero potrebbe trattarsi di una persona emarginata, con problemi economici e sociali, soprattutto di integrazione. Spesso può accadere che ci siano persone lontane dal proprio Paese, senza soldi, con difficoltà nella vita di relazione. E in questi casi è possibile che qualcuno tenti un approccio sessuale basato sulla disperazione e la solitudine. Ciò è dovuto all'isolamento sociale e culturale, e quindi anche intimo e sessuale. Non è detto che abbia disturbi di personalità». Se fosse un italiano? «Se invece fosse uno del posto, più probabilmente, parlando in generale, potrebbe avere problemi sessuali, anatomici o funzionali». Pensa che lo rifarà? «Credo di sì. Se ad agire è la stessa persona, lo rifarà e in tempi ravvicinati, specialmente se vuole arrivare a soffisfare un desiderio sessuale. C'è poi anche il rischio emulazione». Come si fa a fermarlo? «Fondamentale sarebbe riuscire ad avere un campione di Dna: la vittima, per esempio, nel corso di una colluttazione, potrebbe strappare un filamento di vestiti».
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